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Le opposizioni, in politica, hanno il sacrosanto diritto di contrastare le politiche della maggioranza. E se, come nel caso di Renzi, hanno anche avuto la capacità di occupare tutta l’informazione pubblica con i propri fedelissimi, è normale che cerchino di opporsi a chi vorrebbe un cambiamento.

Come si può concedere al governo gialloverde di collocare qualche non renziano ai vertici Rai?

Sacrilegio, attacco alla democrazia, cancellazione del pluralismo. Dove sia attualmente il pluralismo, in Rai, non è dato sapere, considerando le sparate a senso unico contro la stretta sui migranti o contro il tentativo di evitare lo sfruttamento dei lavoratori italiani.

Ma chi si è abituato a controllare tutta l’informazione, e ha perso ugualmente le elezioni, come può accontentarsi delle reti Mediaset, messe a disposizione da Forza botulino, e dei principali quotidiani che continuano a perdere copie e lettori? E allora si spiega la curiosa saldatura di Pd e Fi nella lotta contro Marcello Foa, reo di non omaggiar a sufficienza Mattarella e magari pure Napolitano.

Eppure non si può dire che Mediaset e quotidiani di servizio non si stiano impegnando per cercare di creare contrasti nel governo.

Ora è il turno della Tav. Così fondamentale, così imprescindibile che i governi precedenti non sono riusciti a realizzarla benché ne abbiano discusso per decenni.

Ora si assiste alla levata di scudi di politici e imprenditori perché senza Tav le merci piemontesi ed italiane non potranno arrivare in Francia. Ci sono sempre arrivate, prima attraverso i valichi e poi con i trafori dell’era sabauda. Ma oggi le merci devono viaggiare veloci, e sui treni per non inquinare. Giustissimo. Ma allora perché politici e associazioni imprenditoriali non hanno mai emesso un fiato sul mancato utilizzo dell’alta velocità ferroviaria italiana per le merci? Eppure, quando sono stati avviati i lavori, era stato garantito che avrebbero permesso di eliminare i Tir dalle strade.

Dunque per le vergini offese le merci dovrebbero viaggiare su rotaia solo tra Lione e Orbassano (neppure sino a Torino) dopodiché verrebbero ricaricate sui Tir, con perdita di tempo. Eppure Orbassano ha uno scalo limitato, non è come Novara. Una buffonata.

L’alta velocità serve per le persone, non per le merci. E serve il collegamento tra Torino e Lione perché la capitale piemontese non ha un aeroporto adeguato.

Quarta città italiana per abitanti, Torino ha il quattordicesimo scalo per traffico di aerei e passeggeri. Dunque il treno veloce non solo è utile ma è indispensabile. Ciò che non è utile né indispensabile è la serie infinita di menzogne che hanno accompagnato il progetto Tav.


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