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Il dato di realtà. Un concetto ormai desueto, soprattutto grazie a personaggi come il bugiardissimo che si autocelebrava alla Leopolda mentre il suo partito, il Pd, si riduceva al lumicino in Sud Tirolo, dimezzando i due seggi, e perdendo la guida della Provincia in Trentino.

Una disfatta totalmente ignorata dai responsabili del disastro che sfilavano e si applaudivano a vicenda sul palco fiorentino.

Ovviamente i seguaci del bugiardissimo erano in buona compagnia. Potevano consolarsi con Forza botulino che sparisce dalla scena in Sud Tirolo e che va al governo del Trentino al traino della Lega che trionfa (come ipotizzato nelle scorse settimane da Mirko Bisesti ad Electomag) mentre i seguaci di Tajani, Gelmini e Bernini si riducono a percentuali insignificanti. Irrilevante anche la presenza di Fratelli della Garbatella.

A questo punto forse converrebbe un briciolo di autocritica, un minimo di riflessione. Non per il bene del Paese, sia chiaro, ma per la semplice sopravvivenza di queste formazioni politiche che sembrano arrivate alla canna del gas.

Tanto più che i trentini ed i tirolesi sono andati al voto sull’onda del declassamento italiano da parte di una agenzia di rating, con lo spread a livelli record, con la borsa in caduta.

Eppure hanno preferito fidarsi della Lega. Non hanno creduto agli strilli allarmistici ed allarmati di Tajani e Brunetta, alle analisi del bugiardissimo e di Martina che hanno portato l’Italia a questi livelli.

La difesa del fronte sconfitto è che si tratta di elezioni locali, con peculiarità che non rendono il risultato trasferibile a livello nazionale. Ma tra una peculiarità e l’altra la Lega governa la Lombardia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, la Valle d’Aosta (anche se la maggioranza è in crisi) ed ora il Trentino.

Ed ora si vedrà in Sud Tirolo quali accordi cercherà la Svp visto che la sconfitta del Pd non permette di ripetere il governo uscente con i due partiti alleati. Inoltre la Lega è determinante in Liguria ed è favorita in Piemonte, a patto che trovi un candidato.

Di fronte a questa onda travolgente, Tajani e il bugiardissimo, Martina e Gelmini si ostinano a voler dare lezioni al governo giallo verde. Puntando sulla rottura tra Salvini e Di Maio nella speranza di poter tornare a contare qualcosa.

Certo, il Movimento 5 Stelle è andato male nelle due province. Un risultato scontato in Trentino mentre in Sud Tirolo il tracollo è la conseguenza della nascita di una nuova formazione creata da un ex pentastellato in disaccordo con il Movimento.

Il problema, per i gialloverdi, è rappresentato dalla qualità degli esponenti locali ed anche nazionali. Ed è vero che non sono certo peggiori di chi li ha preceduti, ma giornali e tv sono impegnati nella beatificazione di Maria Elena Etruria, nella trasformazione di Fedeli in un Nobel per la letteratura, nella promozione di Gelmini come grande geografa, persino nell’invenzione di Tajani come statista.

Peccato che il giochetto non funzioni più. Così i trentini ed i tirolesi indicano una strada e lo spread cala mentre la Borsa riprende fiato.


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