fbpx
Usarci


Non hanno i gilet gialli gli oltre 50 mila contadini disperati che hanno invaso Dehli, in India. Però ripropongono lo stesso schema della lotta francese: il contado contro la grande città.

Ma se in Francia il contado è composto anche da operai, impiegati, professionisti che vivono in provincia, in India i manifestanti rappresentano gli 800 milioni di contadini che determinano solo il 15% del Pil dell’immenso Paese asiatico.

Dunque circa il 60% della popolazione a fronte del 15% di ricchezza prodotta e di un ancor più ridotto guadagno per i lavoratori del settore.

Sono decine di milioni i contadini indebitati che non sanno più come pagare e sopravvivere. Dal 2013 ci sono stati oltre 12 mila suicidi di agricoltori indebitati. Ma ora, invece di uccidersi, hanno pensato che sia meglio marciare contro le grandi città per ottenere qualche diritto, qualche guadagno in più che permetta di guardare al futuro.

Le richieste, in fondo, sono allineate con quelle dei gilet jaunes, con le ovvie differenze legate a realtà di Paesi così lontani.

La modernizzazione avviata dal premier Modi procede, ma con la lentezza tipica indiana. Peccato che i tempi lunghi non siano compatibili con la sopravvivenza degli agricoltori più poveri.

L’India è alle prese con un grande dilemma. Se accelera la modernizzazione dell’agricoltura, porterà all’espulsione di centinaia di milioni di agricoltori poiché i macchinari sostituiranno il lavoro di molti uomini. Ma senza un’agricoltura più moderna ed efficiente il Paese non cresce a sufficienza.

L’alternativa, però, non può consistere nel deportare nelle grandi città tutti gli agricoltori espulsi dai campi. Delhi, Mumbai, Calcutta non possono sopravvivere ad una invasione di queste dimensioni.

Occorre trovare nuovi modelli di sviluppo, ed è indispensabile farlo in fretta, prima che i conflitti sociali esplodano con estrema violenza in un Paese che non è nuovo a scontri feroci anche per ragioni religiose.

Modi ha vinto le elezioni promettendo una modernizzazione dell’India. E ha realizzato numerosi progetti, ma non basta. Ed ora si ritrova a fare i conti con una protesta cavalcata dai responsabili delle difficoltà indiane. Incapaci di governare ma in grado di fingere di essere d’accordo con i contadini.

Poco più di 50 mila su un miliardo e trecento milioni di persone non rappresenta una grande percentuale. Ma spostarsi in India non è facile per gli agricoltori impoveriti. E la protesta a Delhi è un segnale del malcontento che cresce. Anche senza gilet gialli.


Le opinioni dei lettori

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori



MEDICAL LAB

ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST