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Bisogna affidarsi agli esperti, alla comunità scientifica.

All’ennesima proroga degli arresti domiciliari la fiducia del gregge nei confronti dei pastori ha iniziato a scemare. Certo, c’è sempre una maggioranza di terrorizzati, ma l’insofferenza comincia a diffondersi. Anche nelle città più colpite dal virus, più a rischio, aumentano le uscite, il traffico automobilistico e pedonale.

Di quali scienziati fidarsi? Di quelli che sostenevano che in Italia non c’erano rischi e che ora vorrebbero l’ergastolo per tutti gli italiani? Di quelli che litigano in tv sulle statistiche e sulle interpretazioni dei dati? Di quelli che bollano come fake news le ipotesi di cura sostenute da altri loro colleghi? Tutti contro tutti, cure che paiono funzionare all’estero e che restano un tabù in Italia. Cure proposte da scienziati e utilizzate da medici, non da formaggiai. Però alla comunità scientifica del lìder minimo non piacciono.

Magari dovrebbero spiegare, i componenti della comunità scientifica, perché i decessi in Germania sono pochissimi rispetto al numero dei contagiati. O perché l’Austria sta già ripartendo mentre in Norvegia e Danimarca si torna a scuola. Magari dovrebbero spiegare perché la Corea è uscita rapidamente dalla fase di emergenza mentre l’Italia passa da un rinvio all’altro. Qualcuno ricorda i primi annunci della comunità scientifica al servizio del lìder minimo? Due settimane di chiusura prima di tornare alla normalità. Dopo due mesi non si sa quando terminerà l’emergenza.

Magari dovrebbe spiegare, la comunità scientifica, perché è rimasta muta mentre la sanità pubblica veniva smantellata da Monti e dai vari assessori regionali per obbedire ai diktat di Bruxelles. E magari dovrebbero spiegarlo anche i magistrati che ora indagano per le morti ma che erano rimasti indifferenti di fronte all’eliminazione di posti letto, di laboratori di analisi, di posti in terapia intensiva. Anche gli scienziati al servizio delle Regioni hanno qualcosa da spiegare. Ad esempio i motivi che hanno portato il Piemonte a bloccare le analisi degli anticorpi, le stesse analisi avviate in altre Regioni dove il disastro è stato contenuto.

Però gli untori sono i sudditi che cercano di conquistare un’ora d’aria. Che non si fidano più di virologi perennemente in tv per sostenere tutto ed il contrario di tutto. Che non si fidano di forze dell’ordine che bloccano famiglie a spasso con bambini ma non muovono un dito contro i clandestini che continuano a sbarcare. Che eroicamente multano un prete che osa dir messa ma si dimenticano dei rom che occupano le case lasciate libere da chi viene ricoverato in ospedale. Mentre i senza tetto, senza mascherine, affollano tram e autobus (senza pagare) per spostarsi in città dove gli altri non possono muoversi perché gli altri, solo gli altri, possono contagiare.


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