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Chi sono i grandi investitori mondiali nel settore agricolo? La Cina, da un lato, e poi Google, Amazon, Facebook, Apple. Uno scenario inquietante quello descritto ieri da Sébastien Abis, direttore del Club Demeter di Parigi, nel corso del workshop del think tank Il Nodo di Gordio di cui Electomag è media partner.

Inquietante perché sposta drammaticamente la prospettiva dell’alimentazione mondiale dei prossimi anni, sempre più dipendente dai grandi gruppi, dalle multinazionali che decidono cosa farci mangiare.

E Abis, nel convegno in corso all’Hotel Posta di Montagnaga di Pinè (Trento), ha aggiunto che Kimbal Musk, il fratello del più noto Elon (Tesla), sta investendo montagne di denaro per modificare i consumi alimentari dell’intero pianeta.

Intervenendo sulle narrazioni, sulla percezione, sullo stile di vita. Il Grande Fratello che diventa realtà e va oltre le più catastrofiche previsioni.

Più che la Cina, a preoccupare sono le iniziative delle grandi multinazionali americane come Google, Amazon e Facebook. Cioè chi controlla tutte le informazioni sulla rete, dai gusti agli acquisti, dalle antipatie alle passioni.

Tutto perfettamente monitorato, analizzato è pronto per essere orientato a piacimento. Perché il cibo è cultura, è tradizione. Ed è anche business.
Intervenire e spostare gli acquisti di prodotti alimentari significa determinare i cambiamenti culturali più profondi. La lotta al “km zero” è una lotta per la globalizzazione, per l’omogeneizzazione.

L’uomo a una sola dimensione, quella del consumo.

E se la spesa per il cibo, ha ricordato Abis, rappresenta circa il 10% del reddito in Europa, vale ancora il 50% nella maggior parte del resto del mondo. Dunque un affare colossale, planetario.

Ma per questo non basta orientare i consumi, serve la proprietà della terra coltivabile. Per questo si stanno comprando tutto ciò che è acquistabile. In concorrenza con la Cina che, prima che al business, pensa a come sfamare 1 miliardo e mezzo di persone. E il direttore del Club Demeter avverte che Pechino non si sta limitando ad acquistare immense estensioni di terra in Africa, o in Sudamerica, ma punta su Australia, Canada, Europa. Nella totale indifferenza delle forze politiche del Vecchio Continente mentre l’Australia sta provando a reagire. L’Europa, invece, preferisce stare a guardare la sfida tra Cina e le multinazionali americane, fingendo di non capire che chi avrà il controllo del cibo avrà anche il controllo del mondo.


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