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Invecchiando si tende, generalmente, ad avere difficoltà a ricordare gli avvenimenti più recenti ma a ricordare meglio ciò che è passato da tanti anni. Silvio Berlusconi fa eccezione anche in questo.

Il leader di Forza botulino attacca per l’ennesima volta i pentastellati, accusandoli di aver premiato degli incompetenti con ruoli da ministro e sottosegretario e chiede di tornare presto alle urne per poter assistere al crollo definitivo del Movimento 5 Stelle ed al trionfo di un centro destra magari guidato da lui e Tajani.

I sondaggi non evidenziano proprio una situazione di questo tipo, ma si sa che i sondaggisti sono tutt’altro che infallibili.

Però quello che manca, nell’analisi di Berlu, è la memoria storica. Forse l’anziano leader ricorda bene i suoi anni d’infanzia, ma evidentemente si è dimenticato della dubbia qualità dei personaggi che ha imposto come ministri e sottosegretari.

A partire dall’allora ministro dei Trasporti convinto che la Torino-Lione e la Aosta-Martigny fossero la medesima linea ferroviaria ad alta velocità.

E che dire, poi, dei responsabili dei costosissimi interventi sul tunnel del Monte Bianco, dopo l’incendio, che ignorarono i progetti sicuramente migliori ed infinitamente meno costosi di un gruppo straniero non legato ai soliti noti?

Ma il centro destra che sogna Forza botulino è lo stesso che aveva imposto come ministri dell’Istruzione prima Letizia Moratti e poi Mariastella Gelmini? Quella Gelmini che si complimentava per un inesistente tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso ed ora pontifica sulla manovra del nuovo governo? Una garanzia di qualità, senza dubbio.

Magari un governo del centro destra potrà riproporre un grande ministro che, di fronte alla chiusura di uno stabilimento metalmeccanico, suggeriva agli operai rimasti senza lavoro di trasformarsi immediatamente in infermieri poiché negli ospedali erano carenti. Anche in questo caso un fulgido esempio di competenza e concretezza.

Magari Forza botulino vorrebbe riproporre per un incarico ministeriale quegli splendidi assessori regionali alla Cultura che hanno appaltato tutte le iniziative e le manifestazioni alle associazioni legate alla sinistra per evitare di essere criticati. E l’informazione potrebbe essere appaltata ai vertici del Tg5 perennemente schierato a favore del bugiardissimo ed ora di Martina.

Perché no? Dopo il governo del cambiamento arriva il governo della restaurazione. Di nuovo a prendere ordini dalla Bce, dal Fmi, dai Moscovici e Juncker di turno. Con il plauso del Quirinale e di Maria Elena Etruria. E con un ministero per la Garbatella garantito a Giorgia Meloni. Magari recuperando pure Santadechè, perché il governo dell’amore non dimentica nessuno.


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