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Ci devono essere problemi di qualità del vino, a Bruxelles. Si beve male e qualche bottiglia adulterata deve essere arrivata anche in Italia. Il contagio dilaga.

Così Pierre Moscovici racconta che il rispetto delle regole europee ha fatto bene all’Italia: evidentemente è così offuscato da non essersi accorto che, negli ultimi anni di rigore, il numero dei poveri è raddoppiato in Italia.

La stessa bottiglia deve essere stata stappata da Martina che si scaglia contro la manovra responsabile di colpire i risparmi degli italiani. Strano che anche lui non sia a conoscenza del numero dei poveri nel nostro Paese e ancora più strano che non ricordi i danni provocati ai risparmiatori italiani da Banca Etruria o da Montepaschi.

Quanto al Fondo monetario internazionale, le sue sparate anti italiane sono talmente assurde da far pensare che sia una puntata di Scherzi a parte.

Il governo giallo verde – spiegano al Fmi – ha lanciato un programma sbagliato perché va contro le indicazioni del Fondo monetario. E meno male che va contro perché le indicazioni del Fmi sono quelle che hanno portato in passato l’Argentina al default e che, dopo la ripresa economica con politiche in contrasto con quelle del Fondo, è ora di nuovo a rischio dissesto perché Buenos Aires si è nuovamente affidata agli esperti del Fmi.

E l’Italia dovrebbe seguire questo modello fallimentare? Anche no, grazie. Un modello che porta solo maggior povertà e disperazione. Ma piace a Confindustria, caratterizzata da imprenditori che vendono le aziende o che evitano di investire con il meraviglioso risultato di una crescita industriale ai livelli minimi in Europa.

In questa gara a chi beve peggio prima di accusare la manovra economica e finanziaria italiana non poteva certo mancare Jean Claude Juncker che si indigna contro il governo perché non rispetterebbe la parola data all’Europa. Dopo qualche bicchiere di acqua si potrebbe far sapere a Juncker che il governo che si era impegnato con lui e con gli altri euro burocrati è stato cacciato dagli italiani. E che il governo giallo verde ha dato la sua parola agli elettori del nostro Paese e non a qualche burocrate che soggiorna a Bruxelles ancora per pochi mesi.


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