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Qualcuno ha accusato Daniele Orsato, arbitro di una partita di calcio, di avere un bancomat al posto del cuore, parafrasando una infelice uscita del portiere juventino Gigi Buffon. Non entriamo nel merito delle accuse, ma se avesse davvero un bancomat, sarebbe rifornito dalla Troika più che da una squadra di calcio.

Perché grazie ad un modesto arbitro l’Italia è riuscita a dimenticare tutto il resto.

In epoca di social era estremamente interessante scorrere, ieri, le bacheche degli italiani teoricamente attenti alla politica. La sinistra rischiava di andare incontro ad una pesantissima lezione in Friuli Venezia Giulia, ma i compagni social discettavano di Var e moviola.

Il Movimento 5 Stelle rischia di perdere una storica e forse irripetibile opportunità di andare al governo, ma i commenti dei grillini erano puntati sulle motivazioni di una espulsione decretata da un arbitro “sensibile”.

Ancora più squallide le bacheche social a destra. Ieri ricorreva l’anniversario della morte di Sergio Ramelli, ragazzino di 16 anni assassinato a sprangate da un gruppo di sinistra. Eppure, tra un Rip e un “Presente”, le discussioni più accese riguardavano l’arbitraggio di Orsato, le prospettive di scudetto. Chi è morto giace e chi è vivo si dà pace. Più che darsi pace, si dedica alle polemiche calcistiche, agli insulti contro gli avversari. Avversari politici? Macché.

Destra e sinistra unite dal tifo. Gli avversari, ieri sembravano nemici vista la rabbia negli interventi, sono quelli che criticano Orsato.

Ma se queste sono le bacheche di chi ritiene di essere impegnato in politica, è facile immaginare gli argomenti di chi se ne frega di destra, sinistra, grillini e governi vari.
Sembrava quasi che le decisioni arbitrali fossero ispirate dal Colle, per distrarre l’attenzione dal cul de sac in cui è finita la trattativa per un nuovo governo. Con un paio di arbitri come Orsato, alla ripresa del campionato, in autunno si può persino far passare un aumento dell’Iva. E, se dovesse servire, affidiamo ad arbitri di questo calibro tutti i derby e si riesce anche a far digerire agli italiani un taglio delle pensioni.

Domani si festeggerà il Primo maggio e qualche cantante a Roma farà dimenticare i morti sul lavoro ed i risultati elettorali in Friuli. Se poi il 3 maggio dalla direzione del Pd non dovessero arrivare segnali incoraggianti per il futuro governo, c’è sempre la partita di domenica prossima per far accettare qualsiasi decisione di Mattarella.

Un altro arbitro sensibile e con qualcosa di utile al posto del cuore e l’Italia politica avrà modo di distrarsi.


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