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Annalena Charlotte Alma Baerbock. Per Gennaro Malgieri, che ne scrive sul Dubbio, è un nome da ricordare poiché potrebbe diventare il personaggio politico più influente in Europa nei prossimi anni.

È lei, Baerbock, che ha trascinato i Verdi tedeschi all’ottimo risultato alle elezioni europee ed al successivo sondaggio che li considera come il primo partito tedesco, davanti a Cdu-Csu in crisi ed a Spd in caduta libera.

Malgieri sostiene che la crescita rapidissima dei Verdi non è la conseguenza della bufala mediatica di Greta e gretini, ma è la risposta ad una reale esigenza di intervento per la tutela di un ambiente oggettivamente in pericolo.

Dunque Baerbock avrebbe abbandonato le sterili polemiche che contraddistinguono i Verdi italiani in via d’estinzione, per puntare su proposte concrete di cambiamento del modello economico e degli stili di vita. Ed in questo percorso sarebbe venuta meno l’alleanza con la sinistra radicale tedesca, considerata anzi come un avversario. A differenza di quanto avviene in Italia dove ambientalisti ed estrema sinistra marciano insieme ed insieme vengono pesantemente sconfitti.

Ma l’intervento di Malgieri evidenzia anche la storica passione tedesca per l’ambiente e la sua tutela. Un ambientalismo che risale all’Ottocento e che guarda con particolare interesse ai movimenti politici conservatori e di destra anche estrema. Proprio mentre i bolscevichi in Russia esaltavano i fumi inquinanti delle fabbriche sia sui manifesti sia in musica e nella letteratura.

Al di là dell’entusiasmo di Malgieri per il nuovo corso dei Verdi tedeschi (un nuovo corso che alcuni contestano, considerando sempre gli ambientalisti come una costola della sinistra radical chic), è comunque evidente la distanza siderale dai Verdi italiani, incapaci di uscire dal vicolo cieco che li porta a manifestare contro un regime finito da oltre 70 anni invece di occuparsi del futuro.

Eppure gli spazi di intervento non mancherebbero, in Italia. Perché l’economia circolare è solo uno slogan, perché i predatori inquinano e minacciano di delocalizzare la produzione se qualcuno osa chiedere il rispetto delle norme sui fumi e sulla sicurezza. Perché un ceto imprenditoriale incapace vuole mano libera sulle costruzioni ovunque e senza controlli, in nome della possibilità di offrire lavoro a manodopera magari straniera e non qualificata. Perché il consumo del suolo in Italia è eccessivo mentre la riqualificazione ambientale è eccessivamente ridotta.

Gli esempi sono infiniti, ma i Verdi italiani preferiscono dedicarsi alla condanna delle guerre puniche o all’indignazione contro Mussolini che obbligava gli studenti a piantare un albero. Ma forse sperano che le iniziative in Europa di Baerbock possano servire a trainare anche i Verdi italiani. Speravano anche in Greta ma è andata male.


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