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Le destre si interrogano, infastidite, sulla collocazione politica della manifestazione della Lega a Roma. Critiche legittime, come ogni critica.

Legittime soprattutto quelle dei destri rassegnati, delusi, e che si sono rifugiati tra i libri, in fuga da una politica che non li rappresenta.

Legittima, anche se assomiglia più all’invidia, la critica di chi si è visto scippare la piazza romana da Salvini per la propria incapacità di coinvolgere il proprio popolo.

E allora si va a contare il numero dei tricolori in piazza del Popolo, si ironizza sulla commistione di simboli celtici ed aquile romane.

Insomma, come avrebbe detto Longanesi, si parla dell’elefante per evitare di affrontare la realtà. Che, per le destre terminali, non è proprio rosea.

Ma non è entusiasmante neppure per quella destra che non si considera terminale ma non è in grado di portare in piazza tutta quella gente neppure quando gioca nella sua casa romana, neppure se si allea con Fitto ed i suoi amici. Però evita di interrogarsi sulle ragioni di queste scelte del popolo, preferendo precisare, puntualizzare, evidenziare le contraddizioni altrui. Che ci sono, certo, ma che rappresentano un problema meno grave rispetto all’incapacità di coinvolgere la propria gente, delusa e disgustata per nomine, carriere, posizioni imbarazzanti nei confronti dei prenditori.

Non si nasconde la propria debolezza cercando di sottolineare i limiti altrui. Se ne sono accorti persino in Forza botulino, partito ancora più in crisi ma pronto a bocciare i candidati abruzzesi individuati dalla Sorella della Garbatella. Ritrovandosi con una casa politica sempre più piccola, Berlusconi va a dettar legge in casa altrui.

D’altronde non manca giorno in cui qualche esponente della corte di Arcore ordini alla Lega di abbandonare il governo, di allinearsi ai diktat di Bruxelles, di fare un accordo con Forza botulino per restituire il comando del Paese a quelli che lo hanno distrutto.

Ormai da Tajani, Gelmini, Carfagna, Bernini, Brunetta e gregari vari si è scaduti nell’insulto quotidiano e tuttavia si vorrebbero alleanze sul territorio proprio con gli incapaci, gli irresponsabili, quelli che hanno messo le mani nelle tasche degli italiani, che hanno fatto perdere ai risparmiatori migliaia di miliardi.

Un accordo da raggiungere magari sacrificando la Sorella della Garbatella, così Forza botulino può avere qualche poltroncina in più.

Perché, in fondo, certe destre non vogliono governare, non vogliono guidare un cambiamento, imporre un pensiero, una linea. Il fascino dell’opposizione, dove si sta comodamente seduti a criticare senza la fatica di impegnarsi per realizzare qualcosa.


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