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Giallo verde come la divisa calcistica del Brasile. Potrebbe essere questo il colore del nuovo governo che Matteo Salvini e Luigi Di Maio stanno cercando di far decollare. Senza la benedizione di Mattarella che, non votato dal popolo italiano ma nominato da un Parlamento che non esiste più, ha già chiarito di voler porre ostacoli al nuovo esecutivo qualora non dovesse allinearsi a quello passato. Ossia l’inutilità del voto secondo il presidente della repubblica.

Non male, come inizio. Ma Lega e 5 Stelle ci provano ugualmente. Non si sa se per convinzione o se per evitare il governo dei tecnici di Mattarella. In un caso dovrebbero davvero governare sulla base di un programma congiunto. Nel secondo potrebbero limitarsi a far votare una nuova legge elettorale, meno assurda, per poi litigare e tornare alle urne.

Ma se vorranno guidare realmente il Paese, servirà molto di più rispetto agli slogan della campagna elettorale. Servirà competenza, e non è facile da trovare.

È vero che ministri come Fedeli e Poletti o, prima, come Gelmini e La Russa, non hanno dimostrato una grande competenza nei rispettivi settori di governo eppure il Paese è sopravvissuto ugualmente. Però chi promette il cambiamento deve poi anche dimostrare di poterlo realizzare.

Dunque serviranno consiglieri che vadano oltre le banalità del cerchio tragico di Dudu o di chi attorniava Renzi. La Lega ha dimostrato competenza e professionalità alla guida del Veneto e della Lombardia ma non quando si è trattato di governare il Piemonte. Ed è mancato un coordinamento concreto tra le Regioni controllate da Lega e centro destra. Mentre i sindaci pentastellati di Roma e Torino non sono stati dei testimonial di successo.

Resta per ora l’incognita dei rapporti del duo giallo verde con le altre componenti della coalizione di centro destra. Fdi parteciperà al governo? Sarebbe assurdo che si tirasse indietro, condannandosi ancora una volta ad un ruolo marginale. Ma occorrerebbe evitare di ricorrere ai soliti pessimi nomi. Un governo del cambiamento può tranquillamente fare a meno di Daniela Santanchè.

E Berlusconi? Ha avuto il buon senso di fare un passo indietro ma è ovvio che in cambio Salvini farà da garante al gruppo Mediaset che non perde occasione per attaccare il leader leghista. E magari Berlusconi otterrà ministri “tecnici” esterni a Forza Italia ma comunque vicini all’ex Cavaliere. Difficile credere che Forza Italia assista senza problemi ad un eventuale successo di un governo Salvini-Di Maio con eventuale Meloni.

Ma poi, successo in quali ambiti? Si vedrà dal patto che Lega e 5 Stelle firmeranno quali saranno le strategie, prima ancora di sapere chi sarà chiamato a realizzarle. Salvini e Di Maio devono inoltre essere consapevoli che saranno perennemente attaccati da un sistema mediatico quasi interamente schierato con la futura opposizione. Dunque saranno ingigantiti gli errori e nascosti i successi. Purché i successi ci siano.


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