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“A Fra’, che te serve?”. Sono passati decenni dalla celebre frase rivolta ad Evangelisti, il braccio destro di Andreotti. Sono passati gli anni ma per il Governo degli Incapaci pare che il tempo si sia fermato. E vista la totale incapacità di mettere a punto un progetto decente per il rilancio dell’Italia, ci si affida sempre e soltanto alla domanda ad Evangelisti. Che, tuttavia, mai avrebbe pensato di poter disporre di una cifra immensa, 100 miliardi di euro, da gettare nel cesso delle occasioni perdute.

Aiuti ai clientes, non un’idea. Interventi a pioggia, per accontentare tutti a fini elettorali, non una sola proposta per cambiare il Paese. Divieto di licenziare per alcuni mesi, tanto in questi mesi non cambia nulla. Soldi a fondo perduto ad ogni categoria, o quasi. Ma non un centesimo per rilanciare questi settori in difficoltà a causa delle scelte sbagliate del lìder minimo e dei suoi dittatorelli. 100 miliardi sprecati, 100 miliardi da ripagare, da restituire. 100 miliardi che non creano occupazione, che non modificano i cicli produttivi (nella migliore delle ipotesi serviranno a pagare i buoni per i ciclisti) , che non aumentano la competitività, che non fanno crescere i salari e, di conseguenza, non rilanciano i consumi.

In più abituano gli italiani a ricevere denaro senza far nulla. Meraviglioso assistenzialismo, peccato che non possa durare e che i soldi vadano restituiti. Difficile, senza lavorare. Ma gli Incapaci non sono soltanto al governo. Le categorie economiche sono perfettamente allineate. Impegnate esclusivamente a chiedere soldi pubblici in regalo, senza degnarsi di proporre qualcosa di utile per il Paese. Vogliono la libertà di licenziare senza avere un solo progetto per ripartire. Perdono mercati internazionali e perdono opportunità sul mercato interno proprio perché minacciano tagli dei dipendenti e riduzioni salariale.

A Fra’, che te serve? Una classe dirigente capace.


Reader's opinions
  1. Agostino+Gaude   On   10 Agosto 2020 at 8:17

    Fare impresa privata in Italia è l’attività più deludente, inconcludente e frustrante che esista, non dimenticatelo

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