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Il Piemonte Sabaudo (e poi il Regno di Sardegna) era, insieme alla Prussia, lo Stato europeo con il maggior numero di militari in rapporto alla popolazione. Perché l’indipendenza si conquistava, non la si elemosinava. Così Carlo Alberto decise di creare una grande biblioteca da mettere a disposizione dei militari. Una classe dirigente deve avere cultura. Una valutazione ripresa da Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino.

Di fronte alle idiozie del governo degli Incapaci su tutto ciò che riguarda scuola e cultura (e su tutto il resto), Greco – in una intervista allo Spiffero – ha provato a rilanciare. I grandi musei non solo non devono limitarsi ad essere visitati online, ma devono diventare un polo fondamentale per la formazione.

Cultura, formazione: parole un po’ troppo difficili non solo per i ministri, ma per la stragrande maggioranza delle classi dirigenti italiane. Il direttore dell’Egizio, che in precedenza aveva lavorato all’estero, spiega che in Europa i migliori studenti di latino e greco non riescono a fare una carriera universitaria poiché vengono immediatamente reclutati dalle aziende private, industrie comprese, consapevoli che una cultura classica sia estremamente utile per ogni tipo di lavoro di alto livello.

In Italia, al contrario, le imprese insistono per ridurre la presenza di materie umanistiche nella scuola, nella convinzione che siano inutili e che basti un briciolo di competenza tecnica per far crescere l’economia nazionale. Sono le stesse imprese che si piazzano agli ultimi posti in Europa per investimenti in ricerca e sviluppo, per l’innovazione, per il miglioramento dei sistemi di produzione.

Tutto questo, ovviamente, senza neppur prendere in considerazione la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano. Una risorsa enorme, senza pari al mondo. Come senza pari è il disinteresse dimostrato dai vari governi. Solo Vittorio Sgarbi si indigna ad ogni legislatura per questa trascuratezza, poi tutto resta come prima.

Ora lo stato di emergenza permanente , inventato dai dittatorelli, penalizza ulteriormente il patrimonio culturale. Distanziamento, mascherine non sono il modo migliore per invitare a visitare un museo. La didattica a distanza distrugge la scuola che già non brillava per qualità.

Ed allora ben venga la proposta di Greco per utilizzare i musei per l’alta formazione culturale. Ma con la consapevolezza che i giovani formati dovranno emigrare perché alla classe dirigente italiana la cultura continua a non interessare.


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