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Il dibattito no!”. In pieno delirio post morettiano (nel senso di Nanni, prima che le guardie idiote della rivoluzione cancellino la parola razzista), Beppe Britannia Grillo annuncia al colto e all’inclita – soprattutto all’inclita – che il tempo dei dibattiti è finito.

Le discussioni non hanno più diritto di cittadinanza, i congressi per decidere la linea del Movimento sono un retaggio del passato. In tempi di lìder minimo e dittatorelli dello Stato Libero di Bananas la linea viene semplicemente indicata dall’alto per essere fatta propria e divulgata dai militonti.

I pentastellati come i testimoni di Geova, costretti ad andare a suonare ai citofoni per portare il verbo del Britannia in ogni caseggiato. E tutto questo solo per cacciare Alessandro Di Battista, reo di mettere in ombra la leadership dei signori nessuno imposti dal guru genovese che ha trovato nel lìder minimo Giuseppi il suo profeta.

Il povero Dibba si era permesso di chiedere un briciolo di coerenza con il programma che aveva portato al successo i 5 Stelle. Ma era anche disposto ad accettare un cambio di rotta, previo congresso che stabilisse appunto il cambiamento. Deve essere stata la parola “previo” a spaventare i fan di Grillo, del tutto ignari del significato della stragrande maggioranza delle parole italiane.

Ed il signor Britannia si è dunque affannato a spiegare che i congressi, le assemblee, i dibattiti sono retaggi di un passato da cancellare. Come i monumenti, come i libri. Abbattiamo le statue di Dante ed erigiamone una a Conte, bruciamo i testi di Shakespeare e sostituiamoli con gli interventi di Crimi, con le prose di Fico, con i balbettii di Giggino Di Maio.

Il problema non sono le posizioni di Dibba – che sull’Egitto, ad esempio, ha dimostrato di non capire nulla – ma la cancellazione di ogni diritto ad esprimere il dissenso nei confronti del tradimento perpetrato da Bebbe Britannia e dai suoi scagnozzi. Il Movimento non può più decidere il proprio programma, deve limitarsi ad accettare, e con gioia, ciò che viene imposto dalla cricca di potere. Centralismo democratico, era ipocritamente definito in passato. Ora si compie un passo in più, si elimina la discussione (l’aspetto “democratico”) e restano solo le direttive centraliste. Dal leninismo al grillismo.

Ovviamente Beppe Britannia è sostenuto dal Pd. Con il compagno Andrea Orlando che ipotizza una riedizione del renziano “Stai sereno” rivolto ad Enrico Letta. Una faida interna al Pd che, per Orlando, si ripeterebbe nei 5 Stelle con le parole tranquillizzanti di Di Battista nei confronti di Conte: “Giuseppi, stai sereno”. Un Pd ovviamente di basso profilo sulla vicenda dei soldi arrivati dal Venezuela secondo un quotidiano spagnolo. Perché gli eredi del Pci ricordano perfettamente quando al partito arrivavano i rubli di Mosca. Mentre gli eredi della Dc ricordano i loro dollari.


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