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La fine del terrore non fa bene al lìder minimo ed ai dittatorelli. Man mano che gli italiani riacquistano coraggio e si alzano dal divano, si rendono conto che il governo ha gestito male l’emergenza – e su questo si può anche non infierire, perché si trattava appunto di una situazione particolare – ma sta gestendo in modo disastroso il ritorno alla normalità ed il rilancio (che non c’è).

Da un lato il sondaggio di Euromedia Research indica che la fiducia nei confronti del lìder minimo ha ormai lasciato alle spalle l’incredibile 60% dei giorni più bui ed è precipitata a poco più del 40%, con un trend in continua flessione. Va ancora peggio al governo, apprezzato da un terzo degli italiani, meno di quanti voterebbero comunque per i partiti che lo appoggiano. Dunque, sei un disastro ma ti voto lo stesso.

Un atteggiamento che non deve stupire. Perché il centrodestra ha indicazioni di voto migliori, ma il 60% degli italiani – secondo il sondaggio – non ha per nulla gradito il modo in cui si sono mossi i partiti di opposizione. Particolarmente interessanti i dati relativi alla fiducia nei confronti della magistratura e della Chiesa. Solo un italiano su quattro nutre ancora un briciolo di fiducia nella giustizia italiana. Il partito dei giudici e chi non ha mai avuto a che fare con i tribunali, probabilmente.

Ma estremamente significativo anche il crollo di fiducia in una Chiesa che ha abbandonato il sacro per far sociologia di pessimo livello, che non si affida a Dio ma ai gel igienizzanti. Il capolavoro di monsu Bergoglio. Solo un terzo degli italiani apprezza le follie del Papa Nero (la definizione del capo dei gesuiti) e gli altri due terzi probabilmente hanno più fiducia nella profezia che annunciava la fine della Chiesa proprio con l’elezione di un Papa nero.

Il peggio, però, deve ancora arrivare. Le proiezioni sull’andamento dell’economia nei prossimi mesi sono pessime (dati Cerved per l’Anci). Con Torino come città più colpita (un plauso a chi ha guidato le imprese e la politica negli ultimi anni), ma con pesanti ripercussioni anche per Venezia, Genova, Cagliari. Un disastro l’industria subalpina, colpito il turismo della Serenissima, ma anche il trasporto marittimo e la raffinazione petrolifera.

Pare incredibile ma il bonus monopattino, che non è manco arrivato ma è stato solo promesso, non è stato sufficiente a rilanciare l’economia, non ha tutelato l’occupazione, non ha favorito le esportazioni. E quando le aziende inizieranno a chiudere, quando i lavoratori perderanno il posto, quando arriveranno i nuovi balzelli, la popolarità del lìder minimo e dei dittatorelli avrà qualche difficoltà a risalire.


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