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Che meraviglia! L’Italia potrà ottenere 82 miliardi a fondo perduto dall’Unione europea (e altri 90 in prestito). Si aprano le bottiglie di spumante, è ora di far festa. Sì, meglio far festa ora, perché poi arriva la fregatura. E non soltanto per le riforme pretese da Bruxelles in cambio della generosa donazione.

Ma perché non si stratta di un regalo. A Bruxelles, a differenza di quanto raccontano i disinformatori di servizio, sanno perfettamente che i soldi non piovono dal cielo.

E lo sanno ancora di più i Paesi Sado (Svezia, Austria, Danimarca e Olanda) che cercheranno di imporre condizioni più svantaggiose.

Dunque da dove arriveranno gli 82 miliardi graziosamente concessi all’Italia? Sul tavolo ci sono tre opzioni, una più preoccupante dell’altra. Si potrebbe, infatti, prevedere un incremento dei fondi che, annualmente, ogni Paese versa all’Unione. L’Italia, che è già un contribuente netto (cioè versa più di quanto riceve), dovrebbe aumentare il proprio contributo, ricorrendo a nuove tasse. Oppure si prospettano nuove tasse ma richieste direttamente dall’Europa. In ogni caso il contribuente italiano dovrebbe pagare di più. La terza opzione prevede, invece, minori trasferimenti da Bruxelles verso i singoli Stati, dunque pagheremo come adesso ma ricevendo ancora meno. In pratica un addio a molti dei progetti legati ai finanziamenti europei.

E poi ci sono le condizioni relative alle riforme imposte da Bruxelles all’Italia. Anche queste da discutere, ma una dovrebbe riguardare il Fisco e non pare proprio che si vada verso una riduzione del furto di Stato. Però, per accontentare la pancia degli italiani e, soprattutto, per buttare un po’ di fumo negli occhi, si potrebbe accompagnare la fregatura con una riforma di quella cosa strana che l’Italia si ostina a definire come “giustizia”. Lo spettacolo offerto dalla magistratura italiana, in combutta con non pochi giornali e giornalisti, ha disgustato non solo l’opposizione italiana, ma l’intera Europa. L’Italia è passata da Borsellino a Palamara, da chi osava sfidare la mafia a chi utilizza la giustizia per colpire gli avversari politici. Dunque la riforma si può e si deve fare. A maggior ragione se servirà per nascondere la stangata contro le famiglie italiane.


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