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I pretoriani del dittatorello Boccia sono stati ridimensionati prima ancora di nascere. L’aspirante Pol Pot del Pd non ne azzecca una. Ha fatto dimenticare Toninelli, ha fatto rimpiangere Bussetti, eppure riesce ancora ad entusiasmare il gregge terrorizzato.

Le pecore guardano Boccia e si sentono rassicurate: se lui ha fatto il ministro, chiunque può aspirare a giocare in nazionale, a vincere un Oscar, ad ottenere il Nobel. Fattore C e basta.

Però i 60.000 delatori bocciani potevano essere utili. Non per controllare se i baristi a Milano rispettano i diktat di Beppe Sala che vieta la vendita di alcolici da asporto dopo le 19. No, potevano servire per sgomberare i bastioni di Porta Venezia dove stazionano, senza mascherine e senza distanza di sicurezza, nugoli di spacciatori che il sindaco di Milano non riesce a vedere. D’altronde mica ha fatto un’ordinanza contro lo spaccio e, tantomeno, contro gli spacciatori in fuga dalla guerra e dalla fame. Magari prendono anche i buoni pasto o il reddito di emergenza. E, ben pasciuti, possono aggredire in pieno giorno chi osa filmarli per denunciare lo spaccio e la mancanza di interventi.

Ma Sala è in buona compagnia. Le motovedette così attente a raggiungere ed a punire i canoisti che pagaiano, da soli, in mezzo al mare, non sono riuscite a vedere una nave che è arrivata sulle coste della Sicilia, ha scaricato 400 schiavi da inviare a Bellanova, e se n’è ripartita senza problemi. Eppure, in teoria, esiste anche un ministro della Difesa (Guerini) ed uno degli Interni (Lamorgese). Non hanno visto nulla, non si sono accorti di nulla. Magari si potevano utilizzare i pretoriani di Boccia per scrutare l’orizzonte e scoprire il via vai dei negrieri. No, meglio di no. Si rischiava l’intervento di qualche magistrato che avrebbe condannato lo spione per aver minacciato la privacy degli invasori.

Le mascherine? Non sono richieste agli invasori. Gli assembramenti? Vietati solo agli italiani. I delatori di Boccia? In guerra contro gli italiani che osano divertirsi. Sarebbe stato così facile, così chiaro. Invece niente. Il povero ministro è stato stoppato. Non avrà le sue guardie rosse. I delatori dovranno limitarsi a consegnare i pacchi viveri. Sognavano la rivoluzione inculturale e si ritrovano a fare i fattorini. Ed il loro ministro è stato ridimensionato: non più Mao impegnato nella Lunga Marcia ma Bertoldino alle prese con Menghina. (Non è il caso di chiedere lumi al ministro Azzolina).


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