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L’Europa sono i Chieftains che suonano musica galiziana dedicando un disco ai pellegrini che affrontano il Cammino di Santiago. Strade d’Europa, come cantava la Compagnia dell’Anello.

E sulla strada d’Europa si sono incamminati persino Micron e Merkel. Anzi, in questo caso il disastroso presidente francese che non ne azzecca una in politica interna, si è riconquistato il cognome ufficiale, Macron.

È riuscito a convincere Angela Merkel a rompere il fronte degli egoisti anche se l’asse carolingio ha, per ora, ipotizzato un intervento complessivo per circa 500 miliardi, pari alla metà di quello auspicato. Ed anche le condizioni, al momento, non sono ottimali. Ma è comunque un primo passo, importante.

Se poi l’Italia, in questa fase, appare non sufficientemente sostenuta, è anche perché a tutelare gli interessi degli italiani è l’accoppiata Conte/Di Maio. Praticamente nessuno, dunque. Non ci si può stupire, allora, se in Europa vorrebbero che il provvedimento fosse legato ad una serie di riforme che andrebbero a penalizzare gli italiani. Ma su tutti questi punti è possibile trattare. O meglio, sarebbe possibile trattare se ci fossero le capacità da parte dei ministri italiani.

Perché proprio l’imbarazzante vuoto cosmico del governo di Roma favorisce la sopravvivenza di posizioni di egoismo assoluto in numerosi Paesi dell’Europa non solo del Nord ma pure del Centro. Emblematico l’atteggiamento dell’Austria. Da grande impero europeo a staterello taccagno, privo di ruolo ma in grado di porre il veto sulle iniziative indispensabili per costruire un’Europa differente da quella dei burocrati e degli speculatori. Mentre l’impero europeo provano a costruirlo Merkel e Macron.

Eppure dovrebbe essere chiaro a tutti che l’Europa non può continuare a vivacchiare come ha fatto in questi anni. Perdendo progressivamente ogni ruolo politico internazionale ed ora riducendo anche il proprio peso economico. Un’Europa incapace di confrontarsi con Usa, Cina, Russia, Africa. E l’Italia, su questo fronte, non è stata solo inutile ma ha rappresentato una zavorra negli ultimi anni. Di Maio, Moavero, Alfano, Gentiloni, Mogherini: un disastro annunciato. Idee zero, interventi pure.

Ed allora un asse Parigi/Berlino non sarà il massimo ma è pur sempre meglio del nulla romano.


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