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Gli schiavi sono tornati, disciplinatamente, al lavoro. Ma, meno disciplinatamente, hanno iniziato ad avere minime pretese di libertà. Addirittura di divertimento. Non bastano più i delatori che, appostati sui balconi non come falchi ma come avvoltoi, denunciano chi si bacia per strada. Non bastano più gli sgherri che si precipitano a multare gli amanti indisciplinati.

Dunque i dittatorelli dello Stato Libero di Bananas corrono ai ripari e, con l’immancabile sostegno di una disinformazione asservita, iniziano a far circolare la nuova ondata di terrore: in autunno il virus tornerà.

Più bello e più superbo che pria, ovviamente. Bisognerà conviverci per un paio d’anni, almeno. Senza abbassare la guardia, ovviamente. In questo modo le pecore terrorizzate potranno essere tosate in tutta tranquillità poiché non avranno il coraggio di ribellarsi. D’altronde l’opposizione è sempre più irrilevante e, dunque, il lìder minimo può procedere a distruggere definitivamente il Paese.

Il terrore ha pure il vantaggio di eliminare l’invidia sociale. Tutti uguali di fronte al virus! E non importa se è assolutamente falso. Vivere agli arresti in 4 in 40 metri quadrati è diverso dal restare in 4 in villa con parco e piscina. E poi gli oligarchi non restano chiusi in casa. Hanno quel minimo di capacità intellettuale che consente loro di non fidarsi ciecamente dei buffoni di corte, spacciati per esperti, che vanno in tv a smentire il mercoledì ciò che avevano sostenuto il lunedì. La farsa di Burioni sul plasma è solo l’ultima delle perle.

Però bisogna far credere che tutti siano reclusi. Così chi viene mantenuto per stare sul divano non protesterà se non potrà andare al ristorante dove, comunque, non avrebbe più potuto metter piede poiché le misure imposte dai dittatorelli provocheranno una riduzione dei posti ed un incremento dei prezzi. I divertimenti, la cultura, l’istruzione di qualità, il turismo, i viaggi, le vacanze saranno riservati ad una oligarchia che potrà permettersi tutto ciò, aumentando il divario con i ceti popolari, costretti ad ingozzarsi di cibo scadente sul divano oppure a lavorare con sempre minori garanzie.

Il divanista non si innervosirà per il divieto di andare al mare se gli spiegheranno che, in spiaggia, deve avere la mascherina mentre i bambini dovranno indicare ad inizio vacanza quali saranno gli altri 3 pargoli con cui potranno giocare. Vietate le amicizie ulteriori. Vietati gli abbordaggi tra adolescenti, vietate le tresche extraconiugali.

Senza divertimenti, senza cultura, senza socialità. Perché non solo i ristoranti costeranno di più, ma anche teatri e cinema con posti dimezzati dal “distanziamento”, aerei, navi, spiagge, hotel, aperitivi al bar. La scuola per i figli degli oligarchi non potrà essere quella pubblica, con lezioni a rotazione e preparazione sempre più scadente, perfetta per schiavi e pecore.

In attesa che arrivi la ghigliottina per metter fine all’ormai inutile ceto medio. Che sarà annientato per pagare gli immensi debiti contratti dai dittatorelli per mantenere renitenti alla vanga, pecore e chi è obbligato a non lavorare. Hanno fatto il deserto e lo hanno chiamato emergenza. Offrendo l’Italia alle mafie ed alla speculazione internazionale. Nel silenzio complice di chi avrebbe dovuto opporsi.


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