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No, non è possibile che siano così stupidi. Non è possibile che i provvedimenti predisposti per distruggere completamente il tessuto economico italiano siano semplicemente il frutto di incapacità, inesperienza, impreparazione, inadeguatezza.

Impegnarsi con così tanta tenacia per annichilire il turismo, che vale il 13% del Pil italiano, il commercio tradizionale, l’artigianato significa avere in testa un progetto ben preciso. Si protesta perché l’Europa non apre i confini per far arrivare i turisti in Italia e poi si impedisce agli italiani di spostarsi da una regione all’altra.

Complottismo? Dietrologia? Difficile credere alla buonafede di fronte a scelte assurde che aumentano a dismisura il debito pubblico (che andrà ripagato), annientano migliaia di aziende e decine di migliaia di posti di lavoro. Si spendono 55 miliardi per impedire di lavorare. Ma se non c’è buonafede, allora si è alle prese con una complicità con la criminalità organizzata, con la speculazione internazionale (che è la stessa cosa). Tertium non datur.

Certo, uno osserva Boccia, perfetto elemento lombrosiano, e si convince che si tratta solo di assoluta incapacità. Confermata, sul territorio, da iniziative altrettanto geniali come quella di paralizzare il traffico nei controviali di Torino (dove si può parcheggiare e dove ci sono gli accessi a case e uffici) per far posto alle biciclette che godranno di un bonus governativo per l’acquisto. Ovviamente il bonus arriverà quando l’emergenza sarà finita ma, d’altronde, anche De Micheli avrebbe fatto la felicità dei seguaci della fisiognomica. Mentre Raggi, a Roma, riduce i posti sui mezzi pubblici e, obbligando ad utilizzare l’auto, ripristina il parcheggio a pagamento.

Il bonus per il turismo è ancora più cervellotico ed inutile, rivolto o agli evasori fiscali o a chi in vacanza non potrà andarci comunque, grazie all’impoverimento generale. E le regalie concesse ai titolari di aziende chiuse per il terrore governativo servono solo ad accrescere il debito, non a rilanciare l’economia.

Il “distanziamento prandiale” avrà come unico effetto quello di impedire la riapertura di un’infinità di ristoranti che potranno essere rilevati con pochi spiccioli da catene che fanno capo alla criminalità organizzata. L’antimafia ha già fatto notare più volte il rischio, ma i dittatorelli dello Stato Libero di Bananas vanno avanti lo stesso e Boccia, spalleggiato dal Tar di Catanzaro, impedisce la riapertura di bar e ristoranti in Calabria anche solo con i tavoli all’aperto. Il settore deve morire, senza se e senza ma. Incapacità o malafede?

Devono fallire gli hotel, i negozi di prossimità, barbieri ed estetisti, le agenzie di viaggio, i gestori dei locali per il divertimento. Gli italiani non devono più divertirsi, non devono socializzare, non devono fare gruppo. Distanti in spiaggia, distanti in un rifugio alpino. Schiavi alla catena con il permesso di affrontare, in bici, il percorso tra casa e fabbrica. Perché, se hanno un lavoro d’ufficio, lo possono svolgere stando a casa. E gli abiti li devono comprare solo online, per eliminare i negozi di abbigliamento.

Sesso? Solo virtuale. Amore? Un lascito del passato. Riproduzione? Solo in vitro, ma sconsigliata poiché occorre far posto agli ospiti non invitati, liberi di muoversi, di spostarsi, di creare aziende fantasma che non pagano tasse ma incassano denaro pubblico, di incontrarsi, di divertirsi.

Si sono trasformati i vigliacchi in delatori, si sono trasformate le forze dell’ordine in nemici che multano due fidanzati che si baciano e un padre che porta i propri figli nel proprio hotel (regolarmente chiuso) perché c’è il collegamento internet indispensabile per farli studiare.

Davvero sono solo le conseguenze di un governo di incapaci?


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