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Beppe Sala, sì proprio il sindaco del “Milano non si ferma” e degli aperitivi con Zingaretti, ha proposto una nuova costituente. Oddio, se la proposta fosse arrivata da qualcuno più credibile e meno fazioso sarebbe stato meglio. Ma va bene anche così. O forse no. Perché chi dovrebbero essere i nuovi padri costituenti?

Affidiamo il rilancio dell’Italia – neanche a parlarne, di Rinascimento: sarebbe una bestemmia – ai politici che l’hanno distrutta? Maggioranza e opposizione, non fa molta differenza in termini di risultato. Qualche differenza, sostanziale, esiste nelle premesse. C’è chi, da perfetto anti italiano, si è prostrato di fronte ai padroni di Bruxelles e di Francoforte, ha favorito in ogni modo l’invasione, ha sostenuto la criminale politica del grigiocrate Monti. E c’è chi, al contrario, da perfetto difensore dell’italianità, ha votato ugualmente per Monti e non ha fatto nulla di concreto per contrastare Bruxelles e Francoforte.

Dunque possono tranquillamente ritrovarsi tutti insieme per una scampagnata costituente. Adesso la sinistra di governo e di lotta (lotta contro il popolo, non contro il populismo) ha iniziato a cavalcare il progetto di ridurre il potere delle Regioni, partendo dalla sanità. Perché non è giusto che in Veneto funzioni ed in Calabria no, anche se la spesa pro capite è più alta. Dunque centralizziamo tutto, diamo il potere a chi, da Roma, non è stato in grado di gestire manco l’afflusso di mascherine. Per non parlare della meravigliosa burocrazia romana che blocca tutto.

E poi come proseguiamo? Con più controlli sugli italiani, con più divieti e punizioni (sempre per gli italiani). Gli arresti domiciliari di massa di questi giorni dovranno pur servire a qualcosa. E poi sulle tasse e sui risparmi non vogliamo intervenire? Innalziamo il livello di massacro fiscale, preleviamo direttamente dai conti correnti dei sudditi.

Ma un’idea, una sola, sul futuro qualcuno la vuole mettere in campo? Certo, non il Movimento 5 Stelle, rimasto con Casalino, Fico e Crimi. Chiedere altrove. A Zingaretti, quello dell’aperitivo, a Rossi che combatteva il virus con i proclami antifascisti, alle sardine di complemento? No, niente da fare. A Speranza? Pura follia. Allora al centrodestra? A Berlusconi appiattito su Giuseppi? A Meloni che vuole distribuire i soldi di Monopoli a chiunque li chieda? A Salvini tra un rosario e una spaghettata?

Non va bene. Ci salveranno gli esperti. Quelli che al mattino spiegano che in Italia non ci saranno contagiati e al pomeriggio avvertono che moriremo tutti e subito? O quelli che vogliono un Paese ridotto alla fame per far contenti gli altri esperti della sanità e dell’economia?

Eppure, se si avesse voglia di scendere dal piedistallo, si scoprirebbe che in Italia ci sono esperti veri, preparati, in ogni settore. Però bisognerebbe mettersi in gioco, ascoltare, studiare. No, meglio una costituente riservata ai soliti noti, ai soliti incapaci. Con il sostegno dei media di servizio e della polizia della disinformazione che veglia per evitare che prevalga anche una sola idea intelligente.


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