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Resteranno aperti solo i servizi essenziali.

La menzogna corre sui media. Divulgata, amplificata. D’altronde la disinformazione è supinamente schierata con Giuseppi, a partire dal Tg5 berlusconiano.

Solo i servizi essenziali. Come i negozi per la pulitura delle pellicce. Giusto: la stola di volpe non poteva attendere il 26 marzo per essere pulita dopo la settimana bianca a Cortina o a Courmayeur.

E chi era il razzista che auspicava la chiusura dei negozietti dei bangla? Aperti anche loro. Si potevano chiudere i negozi di informatica? Ovviamente no, i reclusi domestici dovranno pur passare il tempo in qualche modo. Anche scaricando e stampando il modulo ministeriale per andare a fare la spesa. Chi non ha una stampante a casa che fa? Muore di fame?

Aperti anche i negozi di fotografia: dobbiamo aspettarci un’invasione sui social di foto erotiche famigliari. Neanche a pensare di poter chiudere le tabaccherie, per evitare sommosse di massa dei tabagisti e, soprattutto, per evitare che lo Stato perda lauti incassi. Non si hanno notizie sulla soppressione dei giochi d’azzardo.

Le profumerie? Aperte. Bisogna evitare di puzzare in questo periodo di convivenza continua ed obbligata.

In pratica, dunque, si chiudono solo i negozi di abbigliamento (per fare la spesa non c’è bisogno di capi nuovi, in casa tutti nudi), i parrucchieri/barbieri, bar e ristoranti. Un po’ poco per sparare titoli sul genere di “Conte chiude tutti i negozi”, “Italia blindata”, “Tutto chiuso”.

Ridicola, poi, la situazione nelle fabbriche. Aperte, ma con l’invito a fare di tutto per evitare il contagio. Già perché, senza l’invito di Giuseppi, tutti si sarebbero impegnati a contagiarsi a vicenda. Dunque ora tutti i lavoratori avranno a disposizione guanti e mascherine. O forse no? Forse il governo non le garantisce? E scattano, sacrosanti, gli scioperi. Che piacciono ai padroni perché risparmiano.

E la Borsa di Milano? Mica vorrai chiuderla, mica vuoi penalizzare gli speculatori. Libero mercato e libera speculazione. Se no Soros si arrabbia.

In compenso ci sarà lo smart working, ci sarà il telelavoro. Perché tutti, ovviamente, hanno a casa i collegamenti indispensabili. Pagati dall’azienda, ovviamente, pubblica o privata che sia. Forse non è proprio così, ma Giuseppi non lo sa.

E poi c’è la meravigliosa confusione generale sul diritto alla passeggiata. I più timorosi la considerano pericolosissima, il Cnr assicura che è salutare. Ed ha ragione. Perché stare al sole ed all’aria aperta, non in gruppo, fa bene alla salute fisica e mentale, oltre che al morale. Più fortunati quelli che vivono in montagna, al mare, in campagna. Ma ci sono parchi anche in città. Purché non si debba prendere un autobus per raggiungerli. Però per Giuseppi è pericoloso comunque. Passeggiare tra gli alberi fa male, passeggiare per raggiungere una tabaccheria e fumare è buono e giusto.


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