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I democratici statunitensi bocciano, nel super martedì, la candidatura del plurimiliardario Bloomberg. D’altronde era difficile da capire la motivazione che avrebbe dovuto spingere l’elettore yankee a scegliere tra Bloomberg e Trump, tra un miliardario e l’altro.

Con programmi sostanzialmente analoghi: non a caso Bloomberg proveniva dal medesimo schieramento di Trump. È come se, in Italia, Berlusconi scendesse in campo contro Renzi: impossibile. (O è successo davvero?).

In ogni caso il campo democratico si avvia verso un confronto a due, con Sanders e Biden a contendersi l’elettorato ed il diritto di sfidare Trump a novembre. Ovviamente Sanders può contare solo sull’elettorato mentre Biden ha a sua disposizione anche la macchina del partito democratico che ha già compiuto una scelta a suo favore. Avanti al centro, manca solo il finale democristiano italiano “contro gli opposti estremismi”.

Però, per il partito democratico, Sanders rappresenta davvero un pericolo estremista. Lo accusano di essere addirittura socialista. Vade retro, Satana. Forse i democratici Usa sono andati a scuola dal Pd italiano.

Così, se tutto andrà secondo i piani del partito, a novembre Biden sfiderà Trump con un programma moderato, noioso, privo di slanci. E con il rischio di rinunciare al voto dei seguaci di Sanders che non troveranno molte ragioni per mobilitarsi per un Biden che assomiglia troppo a Trump. Non basta il ciuffo ridicolo del presidente per portare le folle a votare contro.

Da un lato, contro Trump, potrebbe pesare un eventuale aggravamento dell’Elsavirus che, negli Usa, potrebbe colpire non solo i pensionati (per la felicità dell’Inps) ma anche i cittadini attivi che non dispongono di una protezione sanitaria adeguata. Trump potrebbe invece beneficiare della fine della presenza Usa in Afghanistan, con il ritorno a casa dei soldati.

In ogni caso Biden non ha alcuna voglia di rivoluzionare la società americana. L’unico rischio è che, essendo legato alla mortifera Clinton, possa riportare gli Usa a seminare morte in giro per il mondo.


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