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La geopolitica pare non entusiasmare i politici italiani. D’altronde basta pensare a chi se n’è occupato negli ultimi anni. Moavero, Alfano, Gentiloni e, risalendo negli anni, persino Mogherini e Fini. Ed ora Di Maio. Come dire l’irrilevanza fatta ministro. Strategie fallimentari che si pagano, a carissimo prezzo, in ogni settore.

Di fatto la politica estera italiana viene lasciata nelle mani delle solite lobby, degli oligarchi, degli speculatori internazionali che utilizzano i loro servitori italiani.

Il direttore della Busiarda, Molinari, denuncia il rischio di un Occidente sotto attacco da parte della Cina e della Russia. Ma Molinari è il rappresentante in Italia degli interessi di Tel Aviv e dei democratici Usa. Per lui non esiste l’Italia, non esiste l’Europa bensì solo un indistinto Occidente a guida americana, con Italia ed Europa che devono fare gli interessi di Washington. Dunque, nella sua visione del mondo, Mosca non può essere un partner dell’Europa, anche in funzione del contenimento della Cina, ma solo un nemico.

In compenso il povero Giggino cerca di barcamenarsi tra gli ordini di Washington ed il tentativo di favorire le esportazioni italiane verso la Cina. Ma senza uno straccio di strategia, senza una benché minima visione si rischia solo di essere strumentalizzati da Pechino che incassa la solidarietà italiana senza sborsare assolutamente nulla. Con lo splendido risultato di venir immancabilmente sorpassati da Francia e Germania che hanno una politica estera più aggressiva.

Ma lo si vede anche nei rapporti con l’India. Rapporti difficili. Prima per la vicenda dei marò ed ora per la questione Mittal/Ilva. Come se l’India fosse solo il mega costruttore sbarcato in Italia. Come se il mondo fosse in guerra contro l’Italia per il basso livello delle auto prodotte dalla Fiat.

Eppure, se ci si sente inadeguati per trattare con Mosca (un confronto tra Lavrov e Di Maio avrebbe lo stesso risultato di una partita di calcio tra il Brasile e San Marino) e con Pechino, sarebbe opportuno intavolare rapporti con l’India. Oltre un miliardo di abitanti, un’economia in crescita ed una politica estera ancora debole. Invece Nuova Delhi viene trascurata, ignorata. In un recente convegno del think tank Il Nodo di Gordio, l’ambasciatore sloveno ha sottolineato come le esportazioni italiane verso Lubiana siano superiori a quelle verso l’intera India. Due milioni di abitanti contro più di un miliardo, ma i politici ed i predatori italiani non se ne accorgono.

Così si procede in ordine sparso, come terra di conquista in balia di chiunque voglia approfittarne.

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!

(Purgatorio, canto VI, vv. 76-78)


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