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Mentre Greta attende che qualche altro miliardario le metta a disposizione una nuova barca avveniristica per riportarla in Europa, i suoi grandi sostenitori italiani cominciano a pensare che la ragazzetta sarà anche un mito, però rischia di diventare scomoda. E costosa.

Già, perché i proprietari dei media zerbinati di fronte al catastrofismo ignorante di Greta sono ora i primi a protestare per le micromisure ambientaliste del governo italiano.

La tassa sugli imballaggi di plastica ha spaventato i predatori. Anche se a spaventarsi dovrebbero essere i consumatori, dal momento che i costi della tassa sugli imballaggi verranno scaricati sul prodotto finale. E lo stesso vale per il balzello sulle bibite zuccherate. Un aumento limitato, destinato a scoraggiare consumi alimentari scorretti. Ma i predatori si sono spaventati perché hanno scoperto che l’ambientalismo non è a costo zero. Anzi, il prezzo da pagare è elevato.

Certo, era più comodo limitarsi a sostenere Greta quando i gretini saltavano scuola ed invadevano le piazze. Non costava nulla e piaceva l’idea di sfornare sul mercato nuovi prodotti “verdi” da far acquistare per sostituire i prodotti superati ed inquinanti. Una rivoluzione industriale che avrebbe aperto nuovi mercati, obbligando i consumatori a spendere per le novità.

Peccato che per fabbricare prodotti “verdi” servano nuovi investimenti e questo è un aspetto che non piace. La rivoluzione ambientalista negli Usa arriverebbe a costare mille miliardi di dollari. Ed anche con le debite proporzioni il prezzo da pagare in Italia sarebbe comunque enorme. I predatori non vogliono investire, i consumatori non vogliono rimetterci, i ragazzi che scendono in piazza non vogliono rinunciare alle loro abitudini anche se scorrette.

Non è solo una questione economica poiché l’aumento di prezzo finale sarà limitato a pochi centesimi. Ma è l’idea che le bibite a cui i ragazzi sono abituati siano nemiche dell’ambiente che non piace a chi scende in piazza a manifestare ma poi non fa nulla per cambiare. Merendine industriali, bevande che danneggiano la salute, e poi Suv di famiglia, vacanze in località esotiche, richiesta di neve programmata in montagna per non perdere neppure un giorno di sci, vestiti da cambiare ad ogni cambiamento della moda.

E la lotta per l’ambiente? Un venerdì ogni tanto senza scuola e la coscienza è a posto. Mentre i predatori si batteranno sino all’ultimo per evitare di pagare qualche centesimo di tassa.


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