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Contrordine compagni: la plastica fa bene all’ambiente e l’inquinamento non esiste. I trinariciuti del Pd, che avevano creduto all’impegno ambientalista del compagno confindustriale Boccia, sono stati spiazzati dalle critiche che proprio da Confindustria sono piovute contro la nuova tassa sugli imballaggi di plastica.

Ma come? Tutti i compagni predatori erano diventati gretini, si vantavano di essere all’avanguardia nell’economia circolare, discettavano di cambiamento climatico, si indignavano per i mari invasi da isole di plastica ed ora protestano per il balzello in stile ambientalista?

Non hanno capito, i trinariciuti, che un conto è blagare ma a patto che poi non si vada oltre le manifestazioni con i gessetti colorati. Ed Alberto Preioni, capogruppo leghista al consiglio regionale del Piemonte, ha sottolineato come i gretini si siano indignati contro coloro che chiedevano coerenza nei comportamenti individuali dopo le manifestazioni ambientaliste.

Teoria e prassi non sempre procedono nella stessa direzione.

Ovviamente le industrie sono pronte a ribaltare sul consumatore finale i costi della tassa sulla plastica. D’altronde il governo rosso giallo, con gli interventi sul cuneo fiscale, favorirà un aumento delle retribuzioni nell’ordine di poche decine di euro mensili. Ed è previsto anche un sostanzioso aiuto ai pensionati, ma solo a quelli più poveri: 6 euro all’anno (sì, all’anno, non al mese). Lordi, sia ben chiaro, mica si può scialare.

Dunque con questa favolosa ricchezza aggiuntiva i consumatori potranno ben farsi carico della tassa sulla plastica. Perché, ovviamente, non è che le imprese dei compagni predatori possano investire per una vera economia circolare, per industrie sostenibili, per l’impegno a favore dell’ambiente. I gretini vanno bene in piazza, poi però devono continuare ad acquistare i soliti prodotti simbolo del consumismo ad ogni costo. Potranno anche risparmiare sull’igiene personale e sull’acqua del water, a patto che acquistino le produzioni inquinanti fornite dai compagni di Confindustria.

In attesa che papà e mamma (o genitore 1 e 2) comprino per il pupo una Maserati elettrica. A quel punto, quando le vetture elettriche di Fca diventeranno realtà, la campagna ambientalista tornerà in auge. Con l’obbligo di sostituire i vecchi catorci con le nuove auto costosissime. E con tasse e multe per chi non lo farà. Magari con il plauso di chi, tra i seguaci della Sorella della Garbatella, ha organizzato i corsi di formazione indicando Marchionne come modello.


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