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E così Greta ha pianto. Urlando contro i potenti della terra che hanno rubato i sogni a lei ed alla sua generazione.

Strano che la sua consigliera personale, quella Luisa Marie Neubauer che non la abbandona mai, non le abbia raccontato che milioni di persone, nel mondo, si sono viste rubare i sogni dallo speculatore Soros. Strano perché Neubauer fa parte dell’organizzazione guidata proprio da Soros.

Ma forse Greta questo non lo sa. Non sa dei risparmi di milioni di persone andati in fumo insieme ai sogni di anni più sereni, di una casa per figli e nipoti, anche solo di una vacanza. Di questo, a Greta, non frega assolutamente nulla. Come non frega nulla che a Milano la densità abitativa sia di oltre 7.500 abitanti per km quadrato, che la Pianura Padana sia super inquinata perché sovrappopolata. A lei ed ai gretini interessa che in quest’area si accolgano tutti i disperati in arrivo da ogni parte del mondo.

Avanti c’è posto, assicura monsu Bergoglio che vive in Vaticano senza problemi di sovraffollamento. Ogni persona in più, concentrata intorno all’asse del Po, determina un incremento dell’inquinamento, ma forse Soros e Neubauer si dimenticano di spiegarlo al loro burattino.

Che si batte per la tutela delle diversità tra animali e pure tra i vegetali, ma che per ordine dei suoi padroni ignora il diritto alla diversità degli esseri umani. Così i gretini possono scendere in piazza in ogni parte del mondo con i medesimi cartelli scritti nella medesima lingua, quella dei padroni del mondo contro cui, in teoria, si dovrebbe scagliare Greta.

Se il burattino fosse andato a scuola, avrebbe forse compreso l’importanza della cultura per la tutela della diversità. Avrebbe imparato che difendere le tradizioni di ogni popolo è la miglior difesa contro l’omologazione che favorisce sfruttamento, inquinamento, devastazioni delle produzioni agricole tipiche e sostenibili.

La scelta ambientale di Carlin Petrini, che tutela i piccoli produttori in ogni parte del mondo, è completamente diversa da quella di chi vuole distruggere le piccole produzioni locali affidando il sostentamento alimentare a poche multinazionali che determinano i prezzi ma, forse, utilizzano energia solare.

Già, ma a Soros la tutela dei piccoli produttori non piace. Dunque neanche a Neubauer e, di conseguenza, neppure a Greta ed ai gretini.


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