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Prendi Sgarbi, Zecchi, Buttafuoco. E convincili a lavorare gratis per far crescere la cultura di un territorio. Impossibile? Macché!

Ci è riuscito Mirko Bisesti, giovane assessore alla Cultura della Provincia autonoma di Trento (già, in Trentino ed in Sud Tirolo le province esistono ancora e sono operative), che ha deciso di dare una svolta al suo territorio e di puntare su chi non si è rassegnato al pensiero unico obbligatorio.

Nel frattempo, ovviamente, la Provincia ha continuato a sostenere manifestazioni di ogni tipo: da quella dedicata agli artisti delle Regioni a statuto speciale sino all’appuntamento che, ogni anno, attira in Trentino gli esperti di politica internazionale di tutto il mondo.

Potevano mancare le critiche? Ovviamente no. E non potendo attaccare Bisesti su sprechi inesistenti (dal momento che Sgarbi, Zecchi e Buttafuoco non ricevono compenso), non potendo mettere in discussione la competenza dei tre, l’opposizione locale attacca sul pensiero di Buttafuoco. Può un assessore leghista Trentino, si chiede l’immancabile gruppo disperato per le sconfitte a raffica, offrire una collaborazione ad un siciliano? Insomma le aperture culturali sono doverose se promosse dalla sinistra, sono inaccettabili se le promuove un leghista. E poi, ricordano gli inutili contestatori, Buttafuoco si è convertito all’Islam, magari porterà i terroristi in Trentino. Oppure farà costruire una moschea. Cioè tutte le cose che piacciono alla sinistra. Peccato che la sinistra non sia stata in grado di realizzarle in tutti gli anni in cui ha governato.

Ovviamente Bisesti non ha coinvolto Buttafuoco per la costruzione di moschee, ma l’importante è seminare zizzania. Perché essere stati estromessi dal governo locale ha creato dolore, delusione, ed incapacità a reagire. Non si propone ma si preferisce denigrare le iniziative degli avversari. D’altronde mentre Bisesti proponeva un effettivo cambiamento rispetto al passato, ai contestatori non restava altro da fare se non insistere su Boeri. Una pessima guida per il festival dell’economia, ma gli sconfitti hanno blindato tutto con le nomine dell’ultima ora.

Dunque bisognerà attendere parecchio prima di riuscire a cambiare radicalmente la struttura di comando. Ma l’obiettivo è quello. A differenza di quanto avviene ed è avvenuto in altre realtà territoriali ed amministrative, dove si premiano direttori e dirigenti che hanno servito con piacere e passione le precedenti giunte avversarie ed ora sono col cappello in mano a chiedere la conferma del ruolo proprio a quelli che hanno schifato sino al giorno prima.

Ed immancabilmente, dopo essere stati riconfermati, si rimetteranno ad assegnare incarichi e prebende ai loro amici. Nani culturali che vengono spacciati per intellettuali, per giganti della letteratura, della musica, del teatro. Con il plauso di quegli organi di informazione di servizio che ignorano Cardini ma si eccitano con Sfera Ebbasta.


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