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Quando ci si confronta con l’inadeguatezza della classe dirigente italiana, è inevitabile che il primo pensiero vada al ceto politico.

Poi, però, ci si imbatte in analisi degli esponenti della società civile che permettono di rivalutare persino Toninelli e Bussetti. No, Moretti e Fedeli no, non esageriamo.

Così il Piemonte vede le esportazioni crollare nel primo trimestre di quest’anno ed il presidente di Unioncamere si lancia in una considerazione curiosa: soffrono i territori che non hanno la fortuna di poter contare sul traino dell’agroalimentare. Perché, ovviamente, per questo profondo analista il successo dell’agroalimentare è una questione di fortuna. Se in tutto il mondo ricercano il cibo Made in Italy e lo imitano non è grazie alla qualità del prodotto, alla serietà dal campo al confezionamento, al rigore dei controlli. Macché, solo fortuna.

E se il tessile non piace più, se le auto non si vendono, se la chimica non attrae la colpa è della sfortuna, non della bassa qualità o dei prezzi eccessivi. D’altronde il povero presidente di Unioncamere Piemonte non può nemmeno incolpare il governo nazionale, dal momento che le esportazioni italiane, nello stesso periodo, sono cresciute del 2% a fronte del calo del 3,6% di quelle piemontesi. Con un incremento del 15% nelle regioni del Centro, del 2,5% al Sud e del 2,4% nel Nord Est. Sono crollate le vendite delle Isole (-17%) e il Nord Ovest ha registrato una flessione complessiva del 2% trainata proprio dal dato negativo piemontese.

Ovviamente il presidente non poteva neppure lamentarsi del governo regionale appena sconfitto dal voto, visto che tutti facevano parte del nefasto Sistema Piemonte: politici della “Torino bene” rigorosamente progressista, industriali che sostenevano il centrosinistra (ma ora pronti a rifarsi una verginità di colore opposto), funzionari, manager, sedicenti esperti, formatori, professionisti. Tutti coloro che si sentono superiori e che, di fronte a questi sonori schiaffoni, si rifugiano nella sfortuna.

Perché, ovviamente, solo la sfortuna ha fatto crollare le vendite sui mercati extra Ue (-9,5%). Non è un problema di dazi, visto che sono cresciute di poco le esportazioni verso gli Usa ma sono precipitate quelle dirette in Cina, in Turchia, in Messico, persino in Svizzera. Crisi internazionali, crisi economiche? Eppure Veneto ed Emilia Romagna sono riuscite ad aumentare le esportazioni, ed ancor di più il Lazio.

Chissà, forse le strategie messe in campo da Unioncamere, da Confindustria, dalla Regione non erano le migliori? Forse gli amici degli amici a cui sono state affidate le iniziative non erano i più adatti? Forse cooptazione e consociativismo non sono le ricette giuste?

Ma no, è solo sfortuna.


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