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Le politiche economiche del governo giallo verde possono non entusiasmare nella concreta realizzazione, però vanno nella direzione (teorica) giusta. L’Italia deve crescere e con l’austerità non può farlo.

Le ricette che piacciono agli oligarchi ed agli speculatori internazionali, quelle veicolate attraverso la Commissione europea, si sono rivelate fallimentari già all’epoca del grigiocrate Monti. Lui ed il suo contorno di pessimi tecnici, con l’appoggio del Pd, di Forza Botulino, della Sorella della Garbatella, hanno fatto aumentare il deficit ed il numero degli italiani costretti a vivere al di sotto della soglia di povertà.

Dunque è indispensabile cambiare, radicalmente. Occorre crescere, favorire lo sviluppo. Il problema è come. Vanno benissimo i minibot per rilanciare l’economia immettendo liquidità ma poi servirebbe una classe imprenditoriale in grado di utilizzare questa liquidità per procedere con quegli investimenti fermi da anni, troppi anni. Lorsignori non investivano quando lo facevano tedeschi e francesi, giapponesi e indiani, cinesi e statunitensi. Per poi organizzare inutili convegni in cui si interrogavano sulle ragioni della perdita di produttività e di competitività italiana.

Per questo i partiti di riferimento dei predatori sono contrari ai minibot, perché i loro padroni non sanno come utilizzarli. È così facile far cassa in nero e portare i soldi in qualche paradiso fiscale, perché mai dovrebbero utilizzare i minibot?

Ma, soprattutto, perché mai dovrebbero investire in Italia dal momento che sono costantemente impegnati a prospettare scenari foschi ed a favorire l’arrivo di nuovi schiavi? A questa zavorra del Paese non interessa lo sviluppo, a loro interessa solo ridurre salari e diritti per poter accaparrarsi qualche commessa pubblica per lavori non solo inutili ma decisamente dannosi. Vogliono cementificare le coste non ancora rovinate, vogliono coprire di capannoni la pianura padana che è già costellata di strutture abbandonate. Hanno devastato le periferie ed ora vogliono mano libera anche nei centri storici.

Perché è più facile e conveniente sfruttare un operaio edile straniero piuttosto di spendere denaro privato in ricercatori e ricerche. Sono ridicoli i politici al servizio dei predatori quando fingono di protestare perché il governo non attrae immigrati di alta qualità e professionalità. Perché il problema non è l’integrazione bensì la retribuzione e la qualità del lavoro. E questo non dipende dal governo ma dai predatori che utilizzano il megafono dei partiti di servizio per scaricare le proprie responsabilità.

Gli stranieri con competenze e professionalità vanno nei Paesi dove queste qualità sono apprezzate in modo tangibile. Gli stessi Paesi verso cui si dirigono i giovani italiani preparati e sfiduciati. Mentre l’Italia della banda Boccia è perfetta per chi non ha arte né parte, per chi preferisce vivere di espedienti, tra un lavoro precario ed un crimine. Questa Italia allo sbando non sa che farsene dei minibot.


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