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Tutti contro tutti. Si spera solo sino al giorno delle elezioni e che, dopo i risultati delle europee, il governo del Movimento 5 Stelle e della Lega possa tornare ad essere il governo gialloverde. Dunque ancora due settimane di litigi sul nulla, di ripicche, di polemiche utili solo per rianimare opposizioni alla canna del gas.

Troppo impegnati a litigare, i due partiti di governo, persino per difendere i provvedimenti avviati, da Quota 100 al Reddito di cittadinanza. Senza dimenticare il Decreto dignità, sparito dalla disinformazione antiitaliana. Di Maio attacca Salvini per i mancati rimpatri dei clandestini, dimenticando che servirebbe anche un ministro degli Esteri in grado di trattare con i Paesi che dovrebbero riprendersi i loro migranti e che, invece, si limitano a ricevere i nostri aiuti umanitari.

Non che l’opposizione brilli, in questa fase. Il sultano di Arcore farnetica mentre il Pd rimprovera il governo di non intervenire per rimediare alle porcate fatte da Renzi e Compagni sul fronte del lavoro e della tutela del risparmio.

In buona compagnia, Zingaretti. Perché Confindustria protesta per gli scarsi investimenti governativi dimenticando, che strano, che le prime a non investire sono le aziende private. Non investono in ricerca e sviluppo e neppure sul capitale umano. Protestano contro poche centinaia di euro per il reddito di cittadinanza solo per poter continuare a sfruttare, per la medesima cifra, i neolaureati. E si stupiscono se i giovani laureati decidono di andare a lavorare all’estero. Giovani ingrati, che non si accontentano di uno stipendio da 1.300 euro quando avranno la responsabilità di un settore.

A completare il caos non poteva mancare il Papa, prontissimo a ricevere la famiglia Rom e ad alzare la voce contro chi ha insultato questa famiglia, ma curiosamente silenzioso di fronte allo stupro di una ragazzina a Bolzano. Ma ovviamente la colpevole era la ragazzina che ha osato sostenere che i violentatori erano stranieri. Dunque nessuna solidarietà alla vittima e massima comprensione per gli stupratori.


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