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Ha ragione Marco Travaglio quando, sul Fatto Quotidiano, si chiede a cosa serva ancora l’Ordine dei giornalisti se non è in grado di intervenire contro Federico Fubini, il vicedirettore del Corriere che dichiara pubblicamente di aver censurato una notizia scomoda.

E qual era la notizia? Semplice: in Grecia sono almeno 700 i bambini ellenici morti in conseguenza delle misure imposte dall’Unione europea, dalla Bce, dal Fmi.

Le stesse misure – e Fubini lo sa perfettamente – che l’Unione europea vorrebbe imporre all’Italia con il plauso di Zingaretti, degli imbarazzanti economisti del Pd, di Forza Botulino e delle sue Erinni oltre a Tajani, rappresentante in Italia degli euroburocrati.

Dunque meglio nascondere gli effetti del rigore che piace a Moscovici, purché non riguardi la sua Francia. In fondo che cosa rappresentano 700 bambini greci morti quando la disinformazione anti italiana può scatenarsi su un solo bambino morto purché non europeo? Perché pubblicare la foto di un bambino greco morto perché la famiglia non può garantirgli le cure, quando si può andare avanti per due settimane sugli insulti ad una famiglia Rom o sulla presenza di una casa editrice fastidiosa al Salone del libro di Torino?

Tutti scatenati per difendere il finanziamento pubblico a Radio Radicale ma tutti muti se si tratta di difendere i greci, costretti alla fame dalle politiche del compagno Tsipras che si è allineato ai voleri della infame Troika. E di nuovo tutti schierati dalla parte di Forza Pd che auspica lo stesso rigore per l’Italia. Nessun salario minimo, nessun pensionamento in età compatibile con qualche anno di meritato riposo, nessun contratto a tempo indeterminato. Sono le posizioni di Bernini e Colaninno, di Brunetta e Martina. Tanto se qualcuno morirà di fame anche in Italia, ci saranno sempre Fubini e quelli come lui a non pubblicare la notizia.


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