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La crisi economica italiana? Meglio riparlarne dopo Pasqua. Anzi, dopo il primo maggio. Perché nonostante i volti da funerale di Zingaretti e delle Erinni di Forza Botulino, aumentano gli italiani che stanno approfittando del lungo ponte primaverile nonostante previsioni del tempo non invitanti. Ed aumentano pure gli stranieri, per un totale di presenze stimato in 13-14 milioni, con un incremento superiore al 2%.

Gli italiani, dunque, continuano ad ignorare le Cassandre ed anche gli stranieri se ne fregano delle descrizioni di una Venezia invivibile, di una Roma sommersa dai rifiuti, di una Napoli preda dei criminali, di una Firenze rovinata dal politicamente corretto di Nardella. Arrivano a frotte, i turisti italiani e stranieri. Alla ricerca dell’arte e dell’architettura sopravvissute alle follie di archistar, assessori ignoranti e pseudo artisti contemporanei. La bellezza cercata è quella di Raffaello e Canova, di Tintoretto e Bernini, di Michelangelo e Caravaggio. Le folle si mettono in coda agli Uffizi, non per ammirare qualche Palafuffas.

Oppure si scelgono mete al mare, in collina, in montagna. Ed in questi casi che i confronti diventano impietosi per chi non sa fare turismo benché abbia la fortuna di vivere e lavorare in località affascinanti. Ci sono paesi di montagna e di mare che attirano turisti anche in mancanza di neve o della possibilità di fare il bagno. Perché hanno predisposto iniziative, servizi, manifestazioni. Altri hanno eliminato il trasporto pubblico proprio in vista del lungo ponte, non hanno fatto la benché minima promozione, non hanno predisposto offerte appetibili per agriturismi o ristoranti con un conveniente rapporto qualità/prezzo. Ed ovviamente si ritrovano completamente deserti.

Così montagne e mare del Nord Est attirano di più rispetto a montagna e mare del Nord Ovest. Mentre cresce l’interesse per il Sud e per le Isole.

Anche i flussi di arrivi dall’estero andrebbero valutati, studiati, anticipati. Tedeschi e francesi sono aumentati, così come gli arrivi dall’Europa dell’Est e dalla Cina. Stabile il numero dei turisti scandinavi, americani, russi. In flessione giapponesi, inglesi e indiani.

Eppure sembra quasi che i dati non interessino. Che si preferisca l’improvvisazione. Perché analizzare i dati comporta fatica ed adeguare l’offerta è ancora più faticoso. Meglio proseguire con prezzi alti per servizi scarsi, per poi lamentarsi del governo o del clima.

Photo credits by Maria Infantino


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