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Ovviamente tutti sono innocenti sino a prova contraria. Ma le dimissioni di Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria in quota Pd, aprono comunque la prospettiva di elezioni anticipate che si svolgeranno probabilmente in autunno. Il tutto in conseguenza dello scandalo e della conseguente inchiesta sui concorsi truccati nella sanità.

Intercettazioni, immagini della consegna delle tracce per le domande nei concorsi: magari la magistratura provvederà ad assolvere tutti, ma l’immagine della politica e dei politici ne esce pesantemente compromessa. Proprio in uno degli storici feudi “rossi” prima del Pci ed ora del Pd. Tanto per far chiarezza sulla vantata superiorità morale di una sinistra un po’ travagliata.

Ma il problema della classe politica è trasversale. Sicuramente non mancano gli onesti, ma riuscire a coniugare onestà e competenza pare quasi un miraggio. Eppure sono questi personaggi a gestire il Paese, le Regioni, i Comuni. E allora si spiegano perfettamente gli errori ad ogni livello, i tempi infiniti per arrivare a decisioni comunque sbagliate, le spese che lievitano. E si spiegano persino gli slogan patetici che accompagnano le campagne elettorali di molti candidati.

Incompetenza ed arroganza, un mix micidiale per il Paese. Con un evidente fastidio nei confronti di chi osi evidenziare una maggiore preparazione. Ma i partiti preferiscono insistere con i propri fedelissimi, ricorrendo ad esterni solo per infarcire le liste con qualche nome che goda di un briciolo di notorietà. Una scelta ovviamente legittima, peccato che non sia quasi mai accompagnata da scuole di partito che permettano di affrontare un ruolo da amministratore con una base di competenza.


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