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La Francia scatena Haftar contro gli interessi italiani in Libia. Il francese Pierre Moscovici, in veste di commissario europeo scadente (nel senso che è ormai in scadenza), minaccia una nuova bocciatura dell’economia italiana.

La francese Christine Lagarde, come direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ordina all’Italia di aumentare le tasse, a partire dalla prima casa, e di penalizzare i pensionati.

Post hoc, non propter hoc. Forse. Però a volte queste coincidenze temporali suscitano dubbi e perplessità. Dubbi sulle capacità dei precedenti governi che, in Europa, sono riusciti a piazzare solo la Mogherini nell’inutile ruolo di inesistente ministro degli esteri dell’altrettanto inesistente Unione Europea. Si è visto proprio nella vicenda libica quanto conti la povera Mogherini: nulla.

D’altronde i precedenti governi rappresentavano gli interessi anti italiani, dunque non c’è da stupirsi. Mentre il nuovo governo sembra caratterizzato da tanta buona volontà ed altrettanta incompetenza. La gestione della crisi libica è la dimostrazione di una totale mancanza di idee in politica estera. Non ci sarebbe neppure stato bisogno di Haftar, per accorgersene, ma ora è chiaro proprio a tutti.

Non che il balletto sulle cifre del Def e sui conti dello Stato sia più incoraggiante. Unito alla totale incapacità di contrastare la disinformazione delle forze anti italiane all’esterno e soprattutto all’interno del Paese. Spiegare le manovre economiche con qualche selfie non è il massimo. E pare che nessuno, al governo, riesca ad accorgersi dell’offensiva globale contro l’informazione non omologata al pensiero unico obbligatorio. Facebook cancella i profili scomodi, la Gran Bretagna arresta Assange dopo che l’Ecuador ha revocato l’asilo al giornalista australiano su ordine degli Stati Uniti. E, ovviamente, personaggi come Riotta gongolano sostenendo che aver raccontato la verità è una colpa e non è giornalismo.

Così nessuno si scandalizza se Moscovici e la sua banda comunicheranno la bocciatura dell’Italia all’inizio di maggio, pochi giorni prima del voto per cambiare il Parlamento europeo. Un voto che potrebbe mandare a casa la banda Juncker Moscovici, dunque meglio correre ai ripari interferendo sul voto italiano sperando di condizionare anche gli elettori sovranisti negli altri Paesi. Ma chi è impegnato a collocare le terze linee nelle liste elettorali non si accorge di nulla.


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