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Per una volta Salvini non ha voluto nascondersi dietro frasi di circostanza, dietro slogan populisti e che, secondo i media di servizio, si rivolgono alla pancia della gente.

No, è stato chiarissimo e si è rivolto a chi è in grado di comprendere: “In nove mesi con il Movimento 5 Stelle – ha detto – abbiamo ottenuto più risultati di quanti ne avremmo ottenuti in 9 anni con altri alleati”.

Se non è una pietra tombale sulla vecchia alleanza del centro destra, poco ci manca. Se non è un avviso di sfratto a Forza Botulino, ci assomiglia molto. Si può essere d’accordo o per nulla d’accordo con il contratto stipulato dai gialloverdi, ma il programma viene portato comunque avanti. A partire dai punti che più interessano la Lega, immigrazione e Quota 100. E non c’è dubbio che con gli esponenti di Forza Botulino non sarebbe stato possibile. Sugli sbarchi dei clandestini Di Maio ha dimostrato la massima lealtà, pur facendo trapelare la differenza di valutazione, proprio mentre le Erinni del Sultano di Arcore, insieme al luogotenente siciliano Miccichè, si schieravano per l’apertura dei porti.

Senza dimenticare la crescente rabbia leghista per la disinformazione propinata dal TgPd5 di Berlusconi. O per le inarrestabili dichiarazioni di Brunetta e Mulè.

Questo non ha impedito di rivedere uno schieramento di centro destra (anzi, di destra centro come sostiene giustamente Zingaretti) nelle elezioni regionali. Non è un’alleanza, solo un cartello elettorale imposto dalle regole per la composizione dei consigli regionali.

Ma è evidente che nei confronti di Forza Botulino si tratta solo più di sopportazione mentre con la Sorella della Garbatella si possono intavolare discussioni più a lungo termine.

D’altronde la Lega è cambiata radicalmente, in senso nazionale e popolare. Ed è cambiato il partito di Giorgia Meloni, sempre meno destra sociale e sempre più conservatore e vicino agli imprenditori. L’accoglienza riservata dall’Unione industriale di Torino alla Sorella della Garbatella è emblematica di questo cambiamento totale di pelle, favorito dall’ingresso di Fitto e Rosso. E questo permetterà a Fdi di erodere piano piano i consensi rimasti al Sultano di Arcore.

Forza Botulino, invece, ha scelto di non cambiare, confondendo il rinnovamento con la chirurgia estetica (spesso con risultati disastrosi). Ha scelto di essere dalla parte di Bruxelles contro l’Italia, dalla parte dei tecnocrati incapaci contro il popolo. Ha pensato che le pillole di banalità dispensate dalle terze linee nelle interviste televisive potessero rappresentare una novità interessante. Non ha capito che il pericolo non arriva dalla Lega, troppo diversa, ma dai conservatori fittiani meloniani che eroderanno ciò che resta del consenso al partito di plastica.


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