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Buffonata annunciata alla Berlinale, il festival del cinema di Berlino. Non vincono i film migliori ma quelli politicamente corretti.

E così l’Orso d’oro va all’israeliano Nadav Lapid mentre viene premiato anche il film italiano la Paranza dei bambini per la sceneggiatura di Giovannesi, Braucci e ovviamente Saviano che non perde l’occasione per dedicare il riconoscimento alle Ong che favoriscono l’invasione dell’Italia.

Ma è giusto così. Su queste colonne Marco Cimmino ha fatto notare come il film Red Land, dedicato alle vittime delle foibe, sia stato indubbiamente importante sotto l’aspetto politico ma modesto dal punto di vista artistico. Ed è già un miracolo che sia stato realizzato. Tutte le varie forze che si considerano “anti sistema”, dalla Lega al Movimento 5 Stelle passando per la Sorella della Garbatella, evitano accuratamente di produrre cultura alternativa e questo, non nel lungo periodo ma anche nel medio termine, si rivelerà perdente.

L’offensiva delle solite lobby è stata lanciata e non passa solo dalla farsa berlinese. Giallo, canale tv che fa capo a Discovery, programma serie di polizieschi dove gli immigrati – meglio se clandestini – sono tutti eroi (Vera). Mentre i cattivi, immancabilmente, sono estremisti di destra locali (Tatort) o persino internazionali (Shetland). E per non farsi mancare niente, in Tatort i due poliziotti politicamente corretti e dunque buoni e viennesi, si scontrano con gli ignoranti politicamente scorretti della Carinzia: città contro montagna, centro contro periferia.

Esiste qualche serie tv alternativa? No, perché bisognerebbe investire ed i populisti sovranisti etc etc hanno sempre il braccino corto quando si tratta di spendere per la cultura. Che si tratti di cinema, di tv, di musica, di fotografia, di pittura.

Allora è più comoda la scelta che, secondo Il Foglio, avrebbe compiuto la Sorella della Garbatella affidandosi alle strategie di Raffaele Fitto. Abbandonare gli schieramenti europei di destra per andare ad intrupparsi tra i conservatori. E chissenefrega di ciò che resta dell’anima sociale di una destra che non c’è più. Gregari in Europa sperando di contare di più in Italia quando sarà passata l’ubriacatura populista. Perché, non costruendo una vera alternativa culturale populista, è evidente che l’onda lunga della protesta si esaurirà. Mettendo fine non solo ai sogni di gloria dei politici ma, soprattutto, alle illusioni del popolo.

La ricostruzione del Foglio vede anche Salvini abbandonare Le Pen, lo schieramento populista europeo ed anche Putin per accettare un ruolo da comprimario su posizioni più moderate. Ma questo significherebbe un sostanziale ridimensionamento elettorale della Lega con la possibilità della nascita di un nuovo schieramento in grado di rappresentare le istanze popolari. Perché gli oligarchi decidono, ma a votare va la sempre più vasta categoria degli esclusi.


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