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Polli. O forse capponi come quelli di Renzo Tramaglino, impegnati a beccarsi tra loro mentre vengono condotti a farsi tirare il collo.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio stanno pagando l’assoluta inadeguatezza delle rispettive squadre sul fronte della comunicazione.

La Tav è stata l’esca alle quale i due hanno abboccato in maniera imbarazzante. Pd e Forza Botulino hanno trovato il terreno scivoloso sul quale creare gravi problemi al governo giallo verde. Se i due partiti di opposizione avessero davvero creduto nell’alta velocità ferroviaria l’avrebbero realizzata quando erano al governo. Se avessero creduto nel ruolo anti inquinamento del trasporto ferroviario, avrebbero portato le merci sull’alta velocità ferroviaria già esistente.

Invece nulla. Però, approfittando del controllo di carta stampata e tv, hanno concentrato la polemica su un tema scomodo per il governo giallo verde. Un governo che, non sapendo gestire la comunicazione, non è stato neppure in grado di determinare i temi di discussione. Un governo che si è fatto dettare l’agenda da chi è stato sconfitto nelle urne.

I social vanno benissimo, ma hanno limiti particolari. Va benissimo che un ministro si fotografi mentre mangia la Nutella o un piatto di pasta di una marca italiana, che indossi divise e magliette di squadre di calcio, va benissimo che un altro ministro prometta un anno da favola per l’economia italiana. Ma poi occorrerebbe comunicare in modo decente ciò che si fa, sapendo che i media di servizio sono schierati sul fronte opposto e denigreranno ogni provvedimento.

Occorrerebbe spiazzare gli avversari con iniziative intelligenti. I magistrati giustificano i continui rilasci di spacciatori stranieri con i limiti imposti da leggi assurde votate dalle attuali opposizioni. E allora si cambi la legge, si spiazzino i buonisti ottusi che proteggono gli spacciatori, si decida l’agenda politica.

Un governo del cambiamento non si fa condizionare da presidenti confindustriali che rappresentano ormai solo se stessi, e quel se stessi non è granché.

La proposta di compromesso di Salvini sulla Tav, con il tunnel di base e senza nuova linea tra Susa e Torino, è di buon senso. Ma l’agenda preparata dagli avversari non prevede spazi per il buonsenso. Dunque la prima soluzione è cambiare l’agenda per evitare che abbia ragione Di Battista ipotizzando un ritorno della Lega al mortale abbraccio con Forza Botulino.


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