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All’inizio di questa esperienza

quando cercavamo di organizzare il tutto, spesso venivamo sommersi da pensieri di ogni genere, per non parlare di paure di ogni tipo.
Come faremo a procurarci i biglietti non sapendo il russo? Riusciremo a comunicare? Ma soprattutto, riusciremo a resistere ore e ore se non giorni all’interno di una ferrovia che da un centinaio d’anni ospita milioni di persone e che attraversa l’Europa orientale e l’Asia settentrionale nel giro di soli 7 giorni?

Lasciamo così San Pietroburgo

città fredda dalle architetture quasi familiari che ti fanno sentire ancora un po’ a casa, che ti lasciano salutare l’Europa con un po’ di amaro in bocca e bella malinconia. Lasciamo questa città dando maggior carica a questa nuova avventura che ancora non sembrava essere partita. Lasciamo l’occidente e ci inoltriamo verso la grande porta dell’Est: Mosca.

Qui cambia tutto

lo si vede nei volti scavati delle persone, l’architettura Bauhaus dei palazzoni ti avvolge ma non ti fa mancare l’aria anzi, ti accoglie come lo farebbe casa tua. Ti lasci abbandonare al freddo di questa città, al freddo degli sguardi severi di passanti sconosciuti che al contempo si abbandonano ad un timido sorriso scaldandoti il cuore. I russi non sono freddi come spesso si può pensare, timidi sì ma la loro accoglienza è inconfondibile e ne abbiamo subito le prove proprio sulla prima tratta all’interno del cavallo metallico che ci accompagnerà verso l’estrema Russia.

Questo treno

che macina più di 7000 km attraversando 3 stati e cambiando ben 10 fusi orari, è una vera e propria casa su rotaie. All’interno di esso è impossibile annoiarsi anche se le tratte spesso possono risultare lunghe come la nostra di ben 60 ore. Per conoscere la cultura di un paese bisogna vivere come loro, mangiare come loro e spostarsi come loro.

La transiberiana è un ottimo mezzo di scambio inter-culturale

soprattutto la terza classe, quella più bassa, è il cuore pulsante di questo treno. I vagoni letto sono aperti e comunicanti, dando libero accesso ai passeggeri di potersi intrattenere in conversazioni e scambi tattici di cibo. All’inizio di ogni vagone c’è la stanza della Prodnovista (l’addetta alla sicurezza e alla pulizia del vagone che se le starai simpatico si prenderà cura di te per tutto il tragitto) dove trova spazio un enorme bollitore d’acqua in modo tale da poterti preparare caffè/the e cucinarti i cari e tanto amati noodles istantanei per non morire di fame. E’ difficile al suo interno trovare qualcuno che parli in inglese ma allo stesso tempo è impossibile non soffermarsi a scambiare parole con qualcuno. Lo straniero, come quasi in tutto il resto del mondo, è accolto come un vero e proprio amico di famiglia. Tutti vogliono scambiare parole con te, sapere da dove vieni e perché ti trovi lì. C’è chi è solo curioso e con leggero imbarazzo ti chiede una foto insieme e subito dopo ti versa della Vodka nella tazza passandotela di nascosto dal proprio letto. C’è chi deve affrontare un viaggio di 3 giorni per andare a lavorare e sa che starà lontano da casa in terre estreme per un lungo periodo e allo stesso tempo vuole condividere con te la sua storia e il cibo che la moglie ha preparato per lui.

Tanti piccoli gesti, piccole attenzioni

a cui non siamo abituati, tante sfaccettature a cui non eravamo preparati e che con sorpresa accogliamo nella nostra quotidianità, facendola nostra. 3000 km in 3 giorni.
Quei dubbi, che dapprima ci tormentavano su come occupare il tempo erano stati spazzati dalle improvvisate lezioni di italo-russo da parte di uno studente universitario, dalle sorprendenti e intonate note sulla canzone di Bella Ciao cantata appositamente per il compleanno.

Il tempo

quel tempo a volte così tiranno e a volte così amico vola, vola e si ripete, attimo dopo attimo proprio come dal nostro finestrino, dove prima era sempre costante, dove il paesaggio naturale caratterizzato dalle molteplici betulle lascia sempre più spazio ai colori autunnali delle foglie rendendo il tutto più malinconico e ancora una volta, familiare.
Un dolce cullare metallico dove gli odori e i suoni sono in costante mutamento, dove le barriere linguistiche non sono un problema rivelandone un vero e proprio carattere.
Ti rivela cose che non ti saresti mai immaginato non perché non ne fossi a conoscenza, non perché non ne eri informato adeguatamente ma semplicemente perché non eri ancora pronto a godertelo.


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