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Electomag lo aveva sottolineato nei giorni scorsi: la manutenzione stradale in Italia è ormai un lontano ricordo. Le amministrazioni, quelle abituate a mentire di continuo, piazzano autovelox ovunque e raccontano che non lo fanno per incassare i soldi delle multe, ma solo per la sicurezza dei sudditi

Le buche e le voragini nelle strade, evidentemente, non rappresentano un rischio.

Ma le strade da terzo mondo possono rappresentare un disincentivo al turismo e almeno questo dovrebbe essere chiaro alle amministrazioni sempre attente ai conti e alla cassa.

Invece niente. Da Nord a Sud, Isole comprese.

In Sardegna, ad esempio, Paolo Truzzu ha presentato una interrogazione in consiglio regionale nella speranza, probabilmente vana, che qualcuno si degni di intervenire per sistemare la Carlo Felice, in particolare nella parte nord dell’Isola, dove è più danneggiata.

Per chi non conosce la viabilità sarda, la Carlo Felice è l’arteria storica che collega Cagliari con Porto Torres, passando per Sassari. Una strada voluta da Vittorio Emanuele I che già agli inizi dell’Ottocento, subito dopo la Restaurazione post Napoleonica, aveva creato il Genio anche per scopi civili. E l’opera venne poi iniziata concretamente sotto Carlo Felice ed ultimata in soli 7 anni, grazie anche all’impiego di un migliaio di detenuti. Un’opera da 225 km, con una carreggiata di quasi 5 metri e mezzo, per un investimento di 4 milioni di lire nuove.

Un capolavoro, per l’epoca. Ma molto delicato. Tanto che l’ingegner Carbonazzi, a cui si deve l’opera, sperimentò proprio in Sardegna l’introduzione dei cantonieri per occuparsi della manutenzione. E le case cantoniere segnano ancora il vecchio tracciato della Carlo Felice.

Da allora, ovviamente, la strada è stata allargata ma resta sempre eccessivamente stretta in rapporto alle dimensioni delle vetture attuali e dei mezzi pesanti che la percorrono. Se a questo si aggiunge una manutenzione assolutamente insufficiente, i rischi diventano evidenti. Così come diventa sempre più evidente la mancanza di una adeguata politica di sostegno per il turismo isolano, partendo dai collegamenti con il Continente (troppo cari) e dalle iniziative di promozione.

Photo credits by Augusto Grandi


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