fbpx


Settant’anni e non sentirli. Oppure sentirli come un impareggiabile bagaglio di esperienza per una realtà che resta giovane.

Il nostro – spiega Umberto Mirizzi, presidente nazionale degli agenti di commercio Usarci – è un lavoro bellissimo. Magari difficile, a volte duro, ma sempre piacevole”.

Il piacere della libertà?

Sì, anche quello. È vero che può essere considerato quasi parasubordinato, è vero che non si può prescindere dai rapporti con le aziende, ma resta sempre il piacere di autoregolarsi. Di decidere come suddividere il proprio tempo. Non è da tutti.

L’Usarci celebra i primi 70 anni di attività. Qual è il suo bilancio?

Estremamente positivo, e di nuovo è una questione di libertà. L’Usarci è libera, non ha padroni nè padrini. Non abbiamo nessuno a cui render conto se non i nostri colleghi associati. Non abbiamo nessuno che ci comanda.

Però avete raggiunto un’intesa con la Cisl.

Appunto, un’intesa politica rivolta ad ottenere una reciproca crescita ed un approfondimento sul terziario ed il lavoro dipendente. Con questo accordo potremo finalmente tutelare anche quei lavoratori inquadrati come agenti ma che in realtà sono dipendenti.

L’Usarci si sta preparando al congresso. In quale situazione? Lei si ripresenta?

Ci presentiamo dopo aver approvato all’unanimità il bilancio. Con una forte presenza al Centro Nord dove si concentra il 70% della categoria ma non va dimenticato che proprio Bari figura tra i promotori dell’Usarci 70 anni orsono. Ed io mi ripresento perché sono stato invitato a farlo da molti colleghi di ogni parte d’Italia.

La sua è una vita trascorsa tra gli agenti di commercio?

Tutti noi, all’Usarci, lo siamo stati o lo siamo ancora. Io ho lavorato come agente per 52 anni, proseguendo l’attività avviata da mio padre nel 1932. È il mio mondo, ma con una sostanziale differenza: nella mia attività decidevo io, ero il padrone. All’Usarci non sono il padrone e prima di ogni decisione, anche la più piccola, mi confronto con i colleghi, cerco di coinvolgere tutti.

Come vede il futuro della professione nei prossimi 70 anni?

Forse con un minor numero di agenti, ma la nostra categoria non sparirà e sarà composta da figure sempre più professionali e fondamentali per un mercato in continua evoluzione. Ci saranno sempre settori che avranno bisogno dell’intermediazione. Certo, i cambiamenti non mancheranno. Ci sono anche settori di nicchia dove si sta rilanciando il commercio tradizionale a scapito della grande distribuzione.

Un nodo cruciale per la categoria è rappresentato dall’Enasarco. Con mille polemiche.

Spesso chi si lamenta è proprio il collega che neppure si degna di andare a votare per le elezioni dell’Enasarco. In media vota poco più del 10% degli aventi diritto. Eppure è Enasarco che paga le pensioni. Regolarmente, ogni mese, da 70 anni. Non ha senso protestare sempre per poi evitare persino di sprecare qualche istante per un voto che deve designare chi gestirà il nostro patrimonio previdenziale. Tra i nostri obiettivi figura proprio il maggior coinvolgimento della categoria per una gestione dell’Enasarco sempre più democratica, in vista del voto della tarda primavera del prossimo anno.


Le opinioni dei lettori
  1. Andrea   On   1 Aprile 2019 at 10:13

    Ma quale libertà? Mi riferisco ai venditori di Auto obbligati a lavorare 12 ore al giorno ,Sabato e Domenica compresi!
    Per non parlare dell’obbligo di raggiungere i vent’anni di contributi Enasarco…
    Vergognoso!

  2. DOMENICO DALFINO   On   1 Aprile 2019 at 12:00

    Resta in ogni caso irrisolta la questione della Pensione Quota 100, che impone di chiudere l’attività immediatamente, alla decorrenza della pensione, come se fossimo dei Lavoratori Dipendenti. Nessuno ha tentato di segnalare l’enorme disagio e le problematiche, economiche e legali, legate alla cessazione immediata del rapporto di agenzia, al Governo in carica e agli Organi preposti.

  3. Vincenzo Gugliotta   On   1 Aprile 2019 at 13:58

    Ma per l’ ENASARCO deve essere l’USARCI a rappresentare la nostra categoria. Chi si va a votare se i più di noi non conoscono né gli attori né coloro che gravitano intorno. La fondazione ha avuto traversie notevoli, qualcosa è stato detto, ma poi? cosa sta succedendo all’interno? Chi sono e come gestiscono i nostri fondi?
    Personalmente non ho da lamentarmi perché quando ho avuto bisogno sono stato ampiamente supportato, ma ripeto per me deve essere l’Usarci a rappresentarci ed a controllare per conto nostro senza ulteriori votazioni.
    Grazie

  4. Umberto   On   1 Aprile 2019 at 14:04

    Libertà???? Ma se ormai ci tocca correre dietro gli insoluti a scapito delle provvigioni,che sono sull’incassato a 60/90/120 gg e non più sul venduto…
    E l’Enasarco è una vergogna,20 anni obbligatori sennò hai perso tutto quello che hai versato… VERGOGNA

  5. Giovanni Guido   On   1 Aprile 2019 at 14:09

    Occorre interloquire con il Governo , Ad esempio la flat tax esclusa per le società e’ un errore. Molte agenzie sono tali per consentire ai soci un appoggio reciproco in caso di difficoltà materiali. non abbiamo tutele sindacali e spesso queste forme societarie servono a creare equilibri. Senza contare che in altri casi ( il mio ad esempio) dove avrei voluto chiudere la società quando e’ mancato mi padre ( che era socio) ma ho desistito per evitare di dover chiudere e riaprire dei mandati

  6. Francesco   On   1 Aprile 2019 at 14:21

    Perché le aziende fanno storie a riconoscere L’indennità di clientela se è l’agente ad interrompere il rapporto?

  7. Giancarlo   On   1 Aprile 2019 at 15:54

    Ritengo prioritaria la soluzione del problema dei 20 anni di contribuzione, altrimenti si perde tutto. In un mercato di continui cambiamenti, in particolare quando ad una certa età sei costretto a cambiare e magari passare da dipendente diretto ad agente di commercio, come è possibile chiedere come minimo 20 anni di contributi???? E poi occorre intervenire sul problema delle zone, del monomandatario, sulle vendite on.line, …………………………..

  8. giancarlo   On   1 Aprile 2019 at 22:46

    Penso che dobbiamo sempre ringraziare i fondatori dell’Enasarco.
    L’obbligatorietà dei contributi prevede per fortuna che la metà sia a
    carico delle mandanti.Mi sembra che pure qui si applichi il sistema a
    ripartizione e anche per INPS con solo 18-19 anni di contributi non si
    va da nessuna parte…
    Enasarco è una pensione integrativa che compensa almeno in parte il differenziale dei contributi INPS al 33% versati dal padrone per il lavoratore dipendente.

  9. FRANCO BALZA   On   6 Aprile 2019 at 8:24

    A proposito di enasarco (volutamente scritto in minuscolo per esplicitare la mia stima i questo carrozzone) vorrei sensibilizzare i colleghi in merito alla QUOTA DI SOLIDARIETA’ che da quando è stata introdotta e fino al 2018 mi è costata in media il 13% di quanto versato in contributi. Per il 2019 la quota di solidarietà è del 18,18%, una vera estorsione legalizzata.
    Un’altra chicca dell’enasarco è la nuova metodologia utilizzata dall’ente per determinare l’importo pensionistico (vedi regolamento) che ha ridotto in maniera consistente quanto ci spetterà, questo per avere una sostenibilità a 50 anni e per ripianare i conti dopo aver fatto danni per moltissimo tempo……

  10. Massimo   On   6 Aprile 2019 at 19:07

    I 20 anni sono da ridiscutere oggi come oggi l’abbandono della professione non è più una scelta autonoma.
    Penso che le mandanti non abbiano chiaro il valore degli agenti finche non li rimpiazzino con novellini incompetenti che creano danno e devastazione e fanno firmare contratti pieni di obbiettivi, clausole patti lunghissimi e ogni altro sotterfugio per poi avere vantaggio alla fine del rapporto.
    trovo tutto cio inaccettabile.
    io NON SONO LIBERO.

Rispondi

La tua email non sarà pubblicata. * Campi obbligatori




ElecTO Radio

Current track
TITLE
ARTIST