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Il problema del mono mandato è stato indicato dagli agenti di commercio come uno di quelli più urgenti da risolvere.

È sufficiente leggere i risultati dei sondaggi realizzati da Usarci per rendersi conto della complessità dell’argomento. Lo conferma Giovanni Di Pietro, vicepresidente nazionale vicario dell’Usarci.

La quasi totalità dei viaggiatori piazzisti, lavoratori dipendenti addetti alla tentata vendita sono stati trasformati, nell’ultimo decennio, nella quasi totalità dei casi in agenti in tentata vendita, tutto ciò al fine di eludere le tutele riservate al lavoratore dipendente. Cosa più grave – spiega Di Pietro – è rappresentata dal sistema di pagamento, solo a percentuale sul venduto, con provvigioni che troppo spesso non superano i 1.500 euro lordi mensili, dai quali devono detrarsi le tasse a cario del venditore, l’Inps che ammonta ad € 3.800 annuali, e senza tredicesima, ferie pagate e malattia a carico del lavoratore. In pratica, un reddito ben al di sotto della pensione sociale”.

Ma l’agente è sottoposto anche ad altri vincoli?

Sì, perché dobbiamo aggiungere che l’agente in tentata vendita non può tecnicamente rappresentare altre aziende, ma è costretto a vendere solo i prodotti dell’unica mandante, in quanto il furgone è fornito dalla azienda, e, nel contempo, gli viene fatto firmare un contratto in qualità di agente plurimandatario al fine di concedere in caso di disdetta del contratto, un preavviso inferiore a quello dovuto al monomandatario, ed un versamento contributivo ai fini della pensione ENASARCO, notevolmente più basso e riservato per l’appunto ai plurimandatari”.

Come si possono superare alcuni di questi vincoli, o soprusi?

Secondo quanto disposto dalla Riforma Fornero – prosegue Di Pietro – la prestazione lavorativa resa da persona titolare di Partita IVA si presume come collaborazione coordinata e continuativa quando siano verificabili almeno due delle seguenti condizioni:

durata complessiva della collaborazione superiore a 8 mesi annui (pari a 241 giorni, anche non continuativi) nell’arco di due anni consecutivi;
• corrispettivo, anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro di imputazione di interessi, pari a più dell’80% dei corrispettivi del collaboratore nell’arco di due anni consecutivi;
• postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.

Finora la verifica di presunzione era inapplicabile, poiché era necessario un arco temporale di almeno due anni, ma ora i controlli potranno prendere il via. Nel caso in cui vengano verificati almeno due dei precedenti presupposti il datore dovrà obbligatoriamente assumere il lavoratore”.

Il fenomeno delle false partite Iva può essere risolto, e in che modo?

Proponendo, ad esempio, che per gli agenti monomandatari i quali non raggiungano un reddito minimo lordo pari a tre volte la retribuzione lorda di un lavoratore dipendente di settimo livello, il contratto si trasformi automaticamente in plurimandato.

In alternativa si chiede almeno che anche gli agenti di vendita in tentata vendita e/o comunque in monomandato, possano essere inclusi nella legge 92/2012.”.

Le aziende nel corso dei rapporti con i loro agenti hanno il potere di modificare unilateralmente la zona geografica prevista contrattualmente assegnata, di ridurre la percentuale provvigionale prevista nel contratto, di escludere dal portafoglio assegnato alcuni clienti, solitamente quelli economicamente più significativi, anche acquisiti dall’agente.

Quali tutele ha l’agente?

Al momento manca una tutela normativa. Bisognerebbe rifarsi alla legge n. 192 del 18 giugno 1998 sulle posizioni dominanti, ove all’art. 9 pone il divieto di abuso di dipendenza economica, peraltro presente anche nel codice civile che legittima il “controllo contrattuale” con l’art.2359 n. 3, il quale, in ambito societario, considera soggette a controllo “le società che sono sotto influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa”. I vincoli che assicurano tale “controllo esterno” sono proprio i contratti “che comportano una posizione di dipendenza economica” di una società nei confronti di un’altra e “tali sono normalmente i vincoli conseguenti a contratti di agenzia o di fornitura di merci in esclusiva, a contratti di franchising, di licenza di brevetto e di know-how ed in genere a rapporti contrattuali le cui prestazioni siano essenziali per l’attività di una delle due società”. Caratteristica fondamentale delle suddette ipotesi è lo stato di “soggezione economica” in cui versa la società controllata (agente, franchisee o licenziataria) la cui “stessa esistenza e la vita […] dipendono dalla società controllante”. Si dovrebbe dunque cercare di ottenere in via giudiziale l’applicazione analogica di quelle disposizioni normative. Con i costi ed i tempi facilmente immaginabili, oltre al rischio dell’interpretazione da parte del magistrato”.

Quindi l’unica strada concretamente percorribile è quella di un intervento legislativo?

Sì, pensiamo ad esempio per gli agenti monomandatari i quali non raggiungano un reddito minimo lordo pari almeno a tre volte la retribuzione lorda di un lavoratore dipendente di settimo livello, la trasformazione automatica in plurimandato del contratto fatta eccezione per il caso in cui la mandante contribuisca ad integrare la differenza tra le provvigioni percepite ed il minimo garantito a proprie spese. Occorre inoltre che l’Enasarco consideri alla stregua del monomandato tutti quei contratti che pur classificati come plurimandato, in realtà svolgono l’attività esclusivamente per una sola azienda e pretendere quindi il pagamento dei contributi previdenziali previsti per il mono al fine di garantirgli una pensione dignitosa”.


Le opinioni dei lettori
  1. POLETTI GIANNI   On   10 Giugno 2019 at 10:33

    IO SONO UN MONOMANDATARIO DA 26 ANNI E DALLA SITUAZIONE NEL MIO PROFILO ENASARCO VEDO CHE AD OGGI PERCEPIRò UNA PENSIONE DI 600€ PAGANDO OLTRE 6.000€ AL ANNO DI CONTRIBUTI. MI SEMBRA SCANDALOSO AVENDO GIA PAGATO IN 26 ANNI 90.000€ DI CONTRIBUTI CHE OGNI ANNO DIMINUISCA LA MIA PENSIONE INVECE DI AUMENTARE “ESEMPIO NEL 2017 ERANO 697€ NEL 2018 MI RISULTANO 617€ COME è POSSIBILE .
    VORREI UNA RISPOSTA DA VOI ,VISTO CHE L’ ENASARCO NON SA DARMELA

  2. massimo lucio meridio   On   10 Giugno 2019 at 10:50

    I miei ultimi 20 anni li ho sciupati come monomandatario per una multiamerikana che mi ‘ acquistò’ con un’azienda tedesca.Nelle riunioni sempre e solo tanto lavaggio di cervello per stimolare alla produzione di fatturato.Ogni sei mesi,nel ‘meething’ non di ‘zona’ ma nazionale,dopo tanti aggiornamenti e verifica su video del fatturato di ciascun partecipante,vi era la sorpresina finale, la firma di una modifica del contratto iniziale di una riga e mezza: “in riferimento al contratto stipulato il…. ,le sue provvigioni passano da x% a x%. Ovviamente il fatturato lo facevo crescere e tutto pagato dai clienti dettaglianti,ma il mio incasso come P.I. doveva rimanere sempre di livello mediobasso.Il veicolo per i 40mila e più km anno era mia ,il carburante relativo pagato con le mie provvigioni.All’arrivo della crisi attuale (2007 gli amerikani sapevano le porcate dei loro paesani banchieri,e chisssà che …!) mi hanno Preso & Gettato in un cesto di rifiuti nonostante dai loro dati risultassi, anno dopo anno, il 1° o fra i primi tre a livello Italia per fatturato.E alla mia richiesta di rifarmi un contratto di soli due anni per farmi terminare i versamenti Inps che mi mancavano….”questo non lo consente il nostro regolamento” ,e me li sono dovuto versare di tasca mia,poiché nei colloqui di selezioni successivi a seguito di inserzioni,ero troppo vecchio.

  3. Massimo   On   10 Giugno 2019 at 13:36

    Enasarco è un ente inutile. Inventato per dare lavoro a qualche migliaio di romani che altrimenti accattonerebbero per strada. Un furto legalizzato di provvigioni. È obbligatorio iscriversi e pagare per una pensione che non ho chiesto e non ho scelto

    • Paolo Maria Ciriani   On   10 Giugno 2019 at 23:09

      vedi il mio commento al successivo intervento ! Non c’è alcun fondo pensione obbligatorio o facoltativo che paghi pensioni con coefficienti così alti ! nemmeno i PIR o i fondi chiusi di categoria. Parlate senza cognizione di causa: dovete informarvi meglio!

  4. EZIO ANDREONI   On   10 Giugno 2019 at 15:09

    Sono anni che portiamo lauti fatturati alle aziende con il solo risultato di essere trattati peggio dei dipendenti che spesso non hanno le stesse competenze in termini di vendite e negoziazione.
    I premi sono diventati noccioline e il raggiungimento di target e fatturati comportano esclusivamente tagli provvigionali e plafonamenti economici. In più siamo sottoposti a qualsiasi tipo di ricatto. Risultato lavori sempre di più guadagni sempre meno. Come liberi professionisti non siamo liberi di acquisire più mandati limitando la nostra capacita negoziale nei confronti delle aziende. L’ anno scorso mi hanno proposto un contratto con richieste di incremento del 40% su un mercato che forse cresce dell’ 1. Se fai proposte o obiezioni diventi un problema. La categoria è troppo divisa. Tralascio il discorso ENASARCO ormai totalmente anacronistico

    • Paolo Maria Ciriani   On   10 Giugno 2019 at 23:03

      Il discorso Enasarco invece è fondamentale e te ne renderai conto solo quando arriverai a percepire la pensione… che lautamente integra quella dei commercianti INPS: parola di chi ora ti ha preceduto per anzianità di servizio.

      • Mario   On   14 Giugno 2019 at 21:49

        Buonasera, sono monomandatario con i versamenti effettuati da 36 anni. A luglio compio 62 anni e vado in pensione con quota 100, ma, haimè, dovrò aspettare di compiere 65 anni per percepire la pensione Enasarco. Esatto? Mi sa dire quale sarà l’importo mensile che percepirò? Grazie! mef62@libero.it

  5. Paolo Maria Ciriani   On   10 Giugno 2019 at 23:00

    pensavo che il decreto Bersani sul divieto di esclusiva assoluta si applicasse anche al nostro contratto di agenzia. Deve essere vietato il monomandato ed anche il plurimandato di aziende che fanno capo allo stesso gruppo commerciale e/o finanziario.

  6. Iles Rocca   On   11 Giugno 2019 at 17:28

    Ci sono regole che non riesco a capire. Ho 63 anni e 35 di versamenti contributi. Tre anni fa come il collega Poletti mi trovai la sorpresa che l’importo previsionale della pensione era diminuito di un 20% rispetto l’anno prima . Mi recai all’Usarci a Mantova al quale sono iscritto e mi venne spiegato che dipendeva dal calcolo della quota A in cui si teneva conto del miglior triennio degli ultimi dieci anni. Quindi devo dedurre che dobbiamo dare il meglio di noi stessi dai 57 ai 67 anni. Altra cosa che non riesco a capire è perché sempre riferito al calcolo previsionale della pensione non ti venga dato l’importo attuale. Mi spiego meglio ,si da l’importo previsionale ritenendo che si versi il massimale sino ai 67 anni. E se chiudessi ora la posizione perché non posso sapere cosa mi spetta. La “famigerata INPS ti dice l’importo della tua pensione che ti spetta in questo momento qual’ora avessi i requisisti . Per altro adesso ti da l’importo sia qual’ora andassi con la Fornero sia che con la quota 100. Sono stato all’enasarco a Brescia ed alla mia domanda la risposta è … eh è così perché il calcolo è impostato così . Con i nostri sindacati possiamo capire ed avere risposte più precise dato che si tratta di dover far scelte importanti per noi ,le ns famiglie e che errate non abbiamo più il tempo per recuperarle.

  7. Grazia Maria   On   25 Giugno 2019 at 0:02

    Dobbiamo essere noi agenti a fare sciopero! Dovremmo mettere in atto una rivolta pacifica: senza il nostro lavoro non gireranno più merci e l’ ecomomia Si bloccherebbe.
    Come fanno i taxisti, che si fanno ascoltare da chi governa.
    Siete pronti ???

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