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Quando si parla di assicurazione sulla vita, inevitabilmente la mano corre a riti apotropaici. Eppure proprio una categoria come quella degli agenti di commercio dovrebbe essere particolarmente attenta ad alcuni strumenti, come l’assicurazione temporanea in caso di morte.

Perché quando si parla di morti sul lavoro i riferimenti sono immancabilmente rivolti alle vittime nei cantieri, in fabbrica, nei campi (i trattori compiono vere e proprie stragi ogni anno). Mai che si rilevi che negli incidenti stradali perdono la vita non solo i ragazzi sballati dopo una notte in discoteca ma anche padri e madri di famiglia che con l’auto stanno lavorando. D’altronde con una media di 70mila km percorsi ogni anno è evidente che i rischi aumentino.

Ma non si possono certo dimenticare i fattori di stress che, inevitabilmente, influiscono negativamente sulle aspettative di vita. Pranzi non sempre salutari tra uno spostamento e l’altro, continui sbalzi di temperatura tra la vettura e l’esterno, tra i locali dell’interlocutore (con riscaldamento o aria condizionata a seconda delle stagioni) e la temperatura opposta appena si esce.

Diventa inevitabile, soprattutto per gli agenti di commercio più giovani, pensare a tutelare i propri cari, la propria famiglia. Con un investimento in una polizza con capitale e premio annuo costanti. Sperando, ovviamente, che non serva mai, ma con la serenità di aver almeno garantito un futuro economico a chi si vuol bene.


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