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Rinasce a nuova vita il Principino di Viareggio, ad ottanta anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1938. Era il luogo simbolo versiliese della belle Epoque e della successiva epoca di sfarzo negli anni Venti del Novecento.

Lo stabilimento fu inaugurato nel momento in cui il conte De Micheli, arricchitosi grazie alle commesse della colonizzazione in Libia, decise di dotare la cittadina di Viareggio di un ritrovo balneare e mondano, prospiciente l’allora hotel Select (oggi Grand Hotel Principe di Piemonte), capace di diventare la vetrina di un’epoca ambiziosa e sfarzosa.

Frequentatori del Principino in quegli anni furono Edda Ciano con il marito Galeazzo, il conte Sforza, Alessandro Pavolini, amico di Doris Durante. Furono gli anni del trionfo della Bugatti e dell’Aprilia, del tango, di un’eleganza fatta di giacche bianche di lino per gli uomini e di sfilate di moda tutte improntate alle filature nazionali, per le donne.

La seconda epoca d’oro del Principino fu quella degli anni del secondo dopoguerra, quando vi si esibirono, grazie all’iniziativa del patron della Bussola Sergio Bernardini, artisti quali Fausto Leali e Mina, insieme al fratello Geronimo. Cambiarono i frequentatori e questa volta comparvero gli Agnelli, che avevano casa a Forte dei Marmi, i Moratti, che abitavano poco lontano, e diversi playboy.

Oggi il Principino inaugura la sua terza era, dopo i restauri promossi dal nuovo proprietario Roberto Brunetti, insieme all’imprenditore apuano Enrico Bogazzi, con una mostra dedicata allo scultore toscano Giuliano Vangi, le cui opere sono esposte in un salone che lo stesso artista ha diviso con pannelli dipinti.

Nato a Barberino di Mugello nel 1931, Vangi, già allievo di Bruno Innocenti presso l’Istituto d’Arte, poi presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, negli anni in cui ha vissuto in Brasile ha eseguito opere astratte utilizzando cristalli, ferro ed acciaio. Ha esposto alla Biennale di San Paolo e tenuto una mostra personale al Museo d’ Arte Moderna nella stessa città. Dotato di una solida tecnica, ha mostrato la capacità di infondere nelle sue sculture una straordinaria forza emotiva ed espressiva. Gioia o dolore, paura o serenità, amore o odio, amicizia o solitudine, speranza o disperazione, sono i sentimenti contrastanti trasmessi dai personaggi delle sue sculture, capaci di ispirarsi ai grandi modelli del passato, ma anche portatori di un linguaggio originale e contemporaneo.

Presso il Principino la mostra di disegni e sculture di Giuliano Vangi è visitabile fino al 21 agosto, tutti i giorni dalle 17 alle 22 ( ingresso 5 euro).


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