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Un viaggio sensoriale nel mondo del caffè è possibile a Torino recandosi al Museo Lavazza, che ha sede nella Nuvola, la nuova sede della storica azienda, il cui progetto architettonico è stato firmato da Cino Zucchi, coadiuvato da Ferran Adria’ e Federico Zanasi per il food, Dante Gabriele Ferretti per la scenografia e Ralph Appelbaum per il design.

Si tratta di qualche cosa di più di una semplice nuova sede, è piuttosto un quadrilatero dalle anime sfaccettate, capace di assumere, come le nuvole, tante forme diverse. Nuvola Lavazza raccoglie, infatti, uffici all’avanguardia, studiati per ottenere il benessere dei dipendenti, nel rispetto dell’ambiente, un ristorante d’autore, simbolo di una filosofia innovativa basata sulla condivisione e su una nuova visione della cucina italiana, ed un museo, che accompagna i visitatori alla scoperta dell’universo del caffè, dei suoi rituali e della storia del successo della famiglia Lavazza e del marchio omonimo.

Il progetto di Cino Zucchi è stato capace di dare un volto nuovo, smart e riqualificante, ad un quartiere in continuo cambiamento, quello Aurora, creando un ecosistema di luoghi che trae la sua forza dal passato, in cui ritrova le sue radici. Nel corpo centrale della Nuvola, “la Centrale”, è presente un grande spazio eventi in grado di accogliere fino a mille persone, in occasione di congressi, attività artistiche, musicali e culturali.

Il percorso attraverso le diverse sezioni del Museo è altamente interattivo, accompagnato, e non poteva essere altrimenti, da una tazzina Lavazza, che il visitatore porta con sé al collo. Si tratta della Lavazza Cup, uno speciale oggetto che nasconde al suo interno un sensore Rfid ( Radio Frequency Identification ), in grado di interagire con il sistema informatico della mostra; posizionando la Lavazza Cup sui vari display interattivi è possibile interagire con le installazioni ed attivare le proiezioni immersive.

Cinque diverse gallerie compongono il percorso museale. Casa Lavazza rappresanta lo spazio dedicato alla storia aziendale, che prese avvio nel 1895 con il fondatore Luigi Lavazza e la cambiale da lui firmata per aprire una drogheria nel centro di Torino. La Fabbrica è la sezione che spiega ai visitatori i processi di produzione del caffè, la Piazza riproduce l’ambiente di una piazzetta all’italiana e rappresenta l’area che celebra il rito del caffè. Qui figura anche la prima macchina del caffè studiata per essere usata nello spazio, la Iss-presso, che ha avuto il suo battesimo nel maggio 2015, in occasione della missione Futura condotta da Samantha Cristoforetti. È stata anche il risultato di una sperimentazione scientifica sul comportamento dei fluidi ad alta pressione in assenza di peso, condotta da Argotec per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana.

L’Atelier è il nome dello studio in cui vengono ripercorse le collaborazioni creative ed artistiche del marchio. Qui il visitatore ha la possibilità di interagire con alcuni protagonisti di spot storici, come Caballero e Carmencita, i due celebri personaggi creati dal genio di Armando Testa e diventati star del noto Carosello, negli anni Sessanta. Infine si approda nello spazio denominato Universo, dal carattere onirico, in cui ci si immerge in una proiezione a 360 gradi che consente di gustare una ricetta di Coffee design firmata dal Training Center Lavazza.

Unica mancanza nel Museo Lavazza una caffetteria, di solito presente nei grandi e meno importanti musei del mondo. Nei giorni festivi, nello spazio degustazione del museo, non è possibile degustare un caffè, ma solo un cocktail al gusto di caffè. Parrebbe proprio un controsenso in un Museo che ripercorre la storia di una delle massime Case di caffè italiane!


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