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Il nome di Murakami Haruki è stato più volte associato al Premio Nobel per la letteratura che, come sappiamo, nel 2018 non è stato assegnato per via del noto scandalo a sfondo sessuale scoppiato in seno all’accademia di Stoccolma.

Per questo motivo stupisce che l’uscita in Italia del suo ultimo libro “L’Assassinio del Commendatore – Libro primo – Idee che Affiorano” (€20), pubblicato nell’ottobre dello scorso anno dalla casa editrice Einaudi, sia stato quasi del tutto ignorato dai principali media italiani.

E ciò è accaduto malgrado lo scrittore giapponese abbia nel nostro paese una consistente schiera di estimatori che hanno sempre decretato il successo editoriale dei suoi libri.

Nella fattispecie questo romanzo, pur riprendendo molti temi cari all’autore, presenta tratti più maturi rispetto alle sue opere del passato.

Come già ne “L’uccello che girava le viti del mondo”, anche qui c’è un uomo che è lasciato dalla moglie (ma sappiamo a pagina due che torneranno insieme), anche qui c’è un pozzo scendendo nel quale la vita può subire una violenta sterzata; e come nei suoi ultimi lavori la vicenda si svolge in modo fluido in un universo “normale”, a tratti addirittura banale, nel quale però affiorano elementi fantastici che si innestano perfettamente nella vita dei personaggi.

Il protagonista senza nome, che racconta la vicenda in prima persona, si immerge in una vita in cui affiorano qua e là delle affascinanti assurdità, incomprensibili eppure chiarissime, che rappresentano una, ma non certo la sola, delle chiavi stilistiche dell’autore.

La storia afferra sin da subito il lettore; l’atmosfera, che è virata sulle sfumature classiche del Murakami onirico, è qui piuttosto inquietante, così come l’uso dell’arte pittorica come espediente metaforico risulta assai efficace.

Altro elemento affascinante è la colonna sonora del libro: le scene scorrono sulle note di brani musicali che consigliamo di ascoltare durante la lettura: si va da Richard Strauss a Mozart, da Telonius Monk a Shubert. Provare per credere…

Ma ciò che cattura il lettore è la straordinaria capacità dello scrittore giapponese di prenderci per mano e condurci con lui in un viaggio alla scoperta dei suoi personaggi. Una tecnica che ricorda i thriller ma che nulla ha a che fare con questo genere letterario.

Infatti la narrazione è tutt’altro che incalzante; tuttavia non vediamo l’ora di sapere che cosa ci riserverà la storia nelle pagine e nei capitoli che seguono quella, o quello, che stiamo leggendo. Tanto che, come già era successo per il precedente “1Q84”, la vicenda raccontata vedrà la sua conclusione soltanto nel secondo volume del quale è prevista la pubblicazione alla fine del mese di gennaio.

E siamo certi che tutti coloro che hanno letto il primo volume di questo “L’assassinio del Commendatore”, si saranno affrettati a prenotare la seconda uscita presso il loro distributore di fiducia.


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