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Con il suo ultimo romanzo, uscito in occasione del Salone del Libro, Maurizio Blini compie un triplo tuffo nel passato in compagnia del suo alter ego letterario Maurizio Vivaldi (come lui poliziotto, come lui tifoso del Toro, come lui cresciuto nel quartiere periferico torinese di Lucento).

Prima troviamo il piccolo Maurizio a fine anni Sessanta, intento a cercare di vincere le sue paure di bambino; poi (e siamo nel 1974) adolescente inquieto nelle strade del suo rione; infine, nell’estate 1990 (quella delle “notti magiche” del Mondiale in Italia), ormai funzionario di polizia, tenacemente intento a indagare sul vecchio caso di una ragazzina scomparsa che gli si è improvvisamente ripresentato davanti.

Spesso, nei romanzi come nei film, il cold case funziona alla grande, permette di giocare sui piani temporali e di stuzzicare nei lettori il sempre valido effetto nostalgia.

In “La ragazza di Lucento” Blini (uno degli scrittori del collettivo Torinoir) si spinge ancora più in là, trasportando nel passato non solo il lettore ma persino il proprio protagonista, in un inizio di romanzo che ricorda lo Stephen King di “It” e di “Stand by me”: l’infanzia con i suoi riti di passaggio, l’adolescenza con le amicizie totalizzanti, l’inevitabile perdersi di vista per seguire ciascuno la propria strada, l’evento misterioso che costringe il vecchio gruppo di amici a ricompattarsi molti anni dopo.

Il pretesto è la riemersione dai cassetti del passato di un messaggio trovato per caso in fondo a un cassetto, una specie di “lettera nella bottiglia” che a suo tempo non venne letta e diventò oggetto di una scommessa fra ragazzi, poi dimenticata.

Sedici anni dopo il messaggio si rivelerà una richiesta di aiuto da parte di Giulia, ragazzina del quartiere, scomparsa nel ’74 e mai più ritrovata. Avremmo potuto cambiare il corso delle cose? è la domanda angosciosa che si pongono Maurizio e i suoi amici. E il rimorso dei tre diventa motore per cercare di porre rimedio all’atteggiamento superficiale dei tempi dell’adolescenza, cercando di far riemergere la verità dopo oltre quindici anni.

Il resto è un intrigo giallo classico: l’indagine non ufficiale, la ricerca di indizi e testimoni a distanza di molti anni, la scoperta di una realtà terribile che si cela dietro l’apparenza di una normale famiglia, l’omertà perbenista che prevale sulla volontà di giustizia. Con un finale a sorpresa che lascia spiazzati, come nella miglior tradizione del romanzo di genere.

LA RAGAZZA DI LUCENTO, di Maurizio Blini, Frilli Editore, 12,90 euro


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