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Anche Torino, in qualche caso, riesce a proporre iniziative culturali coinvolgenti e non rivolte soltanto al Sistema Torino in versione originale o in quella corretta. Così, grazie ad un progetto del Mef, il Museo Ettore Fico, la città viene trasformata per tre mesi nella capitale mondiale della fotografia.

Sino al 29 luglio 81 diversi spazi espositivi accoglieranno un centinaio di mostre fotografiche con tematiche differenti nell’ambito di Fo.To, Fotografi a Torino.

Si potrà spaziare da architettura e paesaggio all’astrazione, dalla fotografia storica ai grandi maestri. E ancora identità e territorio, video e installazioni, moda e costume, reportage, universo femminile e still life, cioè la raffigurazione di oggetti inanimati attraverso una tecnica specifica.
Dunque opportunità per tutti i gusti. Con la possibilità di ammirare le foto in musei, in strutture pubbliche e private, in gallerie d’arte, in istituti d’arte e di design.

Una manifestazione, quella ideata da Andrea Busto che è il direttore del Mef, in grado di coinvolgere centro e periferie, di trasformare i sudditi consumatori in cittadini creatori.

Con una partecipazione sorprendente. Non di tutti, però. Perché alla presentazione della manifestazione si notava l’assenza dell’assessore regionale alla Cultura, nonostante fosse previsto un suo intervento.

Un’assenza che può essere di buon auspicio per questa prima edizione di Fo.To. e in prospettiva per quelle che seguiranno.

L’interesse per la manifestazione non è solo locale e neppure nazionale. Numerose le presenze straniere, dalla Francia alla Germania, dall’Albania alla Spagna, dall’Olanda alla Repubblica Ceca, per arrivare alla Palestina, all’Afghanistan, agli Stati Uniti.

Nomi dell’avanguardia internazionale – spiega Busto – si affiancano a noti fotografi italiani del Novecento e ad artisti più giovani che esplorano la commistione tra il linguaggio fotografico, cinema, performance e installazione.

Così il Mef inizia con una mostra dedicata a Duane Michals, uno dei grandi nomi dell’avanguardia americana, e con Paolo Monti nella sede distaccata di via Juvarra. L’Officina della scrittura (un progetto culturale voluto da Cesare Verona, amministratore delegato di Aurora Penne) si concentra sulle foto di elogio alla mano; il Museo nazionale della Montagna ospita le immagini di Enrico Martino dedicate alle Tierras Altas di Messico e Guatemala; l’Istituto Paravia espone i lavori degli studenti, suddivisi in quattro differenti progetti; l’Arteficio punta sulle immagini di migranti. Solo per una prima idea di un progetto destinato a crescere se eviterà di essere contaminato dal Sistema Torino.


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