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A volte i miracoli si verificano realmente. Con o senza la benedizione papale. Così il Giornale – sì, proprio quello della famiglia Berlusconi, sì proprio quello diretto da Sallusti – da sabato 16 novembre uscirà in abbinamento, non obbligatorio, con il libro Suez di Marco Valle.

Un miracolo perché il libro è davvero molto bello. Non la solita paccottaglia in linea con i programmi televisivi delle reti Mediaset, ma un volume approfondito, documentato, scritto benissimo. Valle ripercorre la storia del Canale di Suez, in funzione già nell’antichità prima che le sabbie, il declino e l’incuria ne cancellassero persino il ricordo.

E poi i tentativi di ricostruirlo, con il ruolo fondamentale degli italiani. Anche se, come al solito, il merito se lo presero i francesi. Un saggio che, per il ritmo che Valle riesce a dare ed a mantenere, diventa appassionante come un romanzo. Con interessi economici, geopolitici. Con la consueta protervia britannica, l’isola approfittatrice e speculatrice. E gli errori, altrettanto abituali, della diplomazia italiana.

Spionaggio ed economia, storia e prospettive. Un intreccio inevitabile, quello tra Italia ed Egitto. Da Antonio e Cleopatra sino a Regeni ed all’immancabile ruolo nefasto dei servizi di Londra.

Un libro da leggere assolutamente, finalista al premio Acqui Storia (e avrebbe meritato di più). Anche se non sapete cosa farvene del Giornale allegato. In fondo, come consigliava Gaber, si può sempre utilizzare il quotidiano per incartare il pesce o “per andare al cesso”.


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