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Il sette luglio scorso Steve Hackett ha aperto alla grande la 42ma edizione di Monfortinjazz nella splendida cornice dell’auditorium Horszowski.

Dagli anni Settanta ad oggi quello che per tutti resta e resterà per sempre il “chitarrista dei Genesis” ha percorso una carriera straordinaria, prima con i Genesis, appunto, ed in seguito come solista.

In circa 50 anni di carriera ininterrotta ha pubblicato circa 30 album, riscuotendo un grandissimo successo in Nord America con il supergruppo GTR.

Hackett è stato l’inventore di tecniche come il tapping e lo sweep-picking ed ha influenzato diverse generazioni di chitarristi, tra cui Eddie Van Halen e Brian May, per citarne alcuni.

Riconosciuto come uno dei musicisti più innovativi nella scena rock dei nostri tempi, Steve Hackett continua a percorrere i sentieri della creatività musicale senza sosta e, nel 2010, è entrato nella prestigiosa Rock & Roll Hall of Fame.

A Monforte ha proposto un’esibizione di oltre due ore e mezza durante le quali ha proposto una serie di brani tratti dal suo sconfinato repertorio solista. Il che è accaduto solo nella prima parte della sua esibizione. Infatti nella seconda Hackett ha assecondato le aspettative del folto pubblico riproponendo i grandi classici dei Genesis da “Supper’s Ready”a “Dancing with the Moonlit Knight”, da “Fountain of Salmacis” a “Firth of Fifth”, all’immancabile “The Musical Box”.

Tuttavia il nostro ha anche ripreso due chicche pressochè dimenticate come “One for the Vine”, per celebrare i quarant’anni dell’uscita dell’album Wind & Wuthering e l’incantevole “Inside & Out”, brano che non fu incluso in quel disco e che, proprio per questo motivo, provocò l’uscita di Hackett dai Genesis, che poi presero una strada che li allontanò definitivamente dal filone prog.

Il chitarrista si è circondato dei musicisti che da anni lo accompagnano sia dal vivo che in studio nel progetto Genesi Revisited: alle tastiere Roger King (Gary Moore, The Mute Gods); alla batteria, percussioni e voce l’applauditissimo Gary O’Toole (Kylie Minogue, Chrissie Hynde); al sax, flauto e percussioni Rob Townsend (Bill Bruford); al basso e chitarra Jonas Reingold (The Flower Kings); alla voce Nad Sylvan (Agents of Mercy), un po’ sottotono, nell’occasione, ma sempre straordinario nel non discostarsi dagli echi tradizionali di Peter Gabriel e Phil Collins pur offrendo una performance personale.

Il programma del festival proseguirà con Calexico il 14 luglio 2018 , Gilberto Gil il 18 luglio 2018 , Mike Stern il 21 luglio 2018 e Raphael Gualazzi il 4 agosto 2018 .


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